Il seminario “La negoziazione sindacale nella scuola dell’autonomia,” organizzato dalla UIL Scuola RUA Emilia Romagna, ha catalizzato l’attenzione di dirigenti, quadri, RSU e TAS, offrendo uno spaccato illuminante sul futuro della scuola nella regione.

Il segretario regionale, Serafino Veltri, ha inaugurato il dibattito, focalizzando l’attenzione sul prossimo dimensionamento delle istituzioni scolastiche previsto dal 2025/26. Con franchezza, Veltri ha sottolineato che a Bologna sarà sperimentato un primo taglio, preludio a una significativa riduzione complessiva in Emilia Romagna, passando da 533 a 513 istituzioni scolastiche. Tale riduzione si tradurrà nella perdita di circa 200 posti di lavoro, coinvolgendo figure chiave come DS, DSGA, assistenti amministrativi, Collaboratori Scolastici e docenti, con una particolare penalizzazione dei precari.

Il segretario ha evidenziato come la prospettiva di risparmio, basata sul calcolo di 100mila iscrizioni in meno nei prossimi anni, non conduca a risultati positivi. Invece di rappresentare un’opportunità, Veltri ha criticato la mancanza di una visione che risolva il problema delle classi sovraffollate, considerando questa riduzione degli alunni come un’occasione mancata.

Prima di immergersi nei dettagli della giornata di formazione, Oriana Raimondo, della segreteria territoriale di Reggio Emilia, ha presentato il progetto “Donna chiama donna.” Quest’iniziativa mira a offrire sostegno e consulenza alle lavoratrici delle scuole di Reggio Emilia, attraverso l’installazione di “punti rosa” all’interno di ogni istituzione scolastica. Questi punti, rappresentati da cassette postali realizzate dagli alunni, fungono anche da progetto di educazione civica per sensibilizzare gli studenti sulla violenza contro le donne.

Raimondo ha delineato l’obiettivo ambizioso del progetto: costruire una rete di solidarietà femminile, fornendo strumenti e informazioni a tutte le donne che non sono riuscite a chiedere aiuto in tempo. La sindacalista ha sottolineato che questa iniziativa non si limita alla scuola ma punta a affrontare il tema dei diritti nel quotidiano, partendo dalla scuola come luogo di sperimentazione per diffondere l’idea anche in altre realtà lavorative.

Paolo Pizzo della segreteria nazionale ha ripreso il tema del dimensionamento.


Il piano di dimensionamento proposto dal Governo – dichiara Pizzo – a partire dall’anno scolastico 2024/2025, porterà una forte riduzione della rete scolastica nei territori, l’impoverimento dell’offerta formativa, la riduzione di posti di lavoro. Il tema della denatalità, per la Federazione UIL scuola Rua, dovrebbe rappresentare una opportunità e non una penalizzazione. Trasformare, quindi, un problema in opportunità con la riduzione del numero di alunni per classe. Ciò rappresenterebbe per il governo una prova di lungimiranza, di una scelta radicale e coraggiosa che darebbe risultati certi e duraturi.

Il seminario si è quindi rivelato un momento di riflessione profonda e un’opportunità per condividere visioni e proposte concrete sul futuro della scuola nell’era dell’autonomia.

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