Giuseppe Valditara  ha espresso, nei giorni scorsi,  soddisfazione per i bandi recentemente pubblicati che aprono ad una nuova stagione di procedure concorsuali : “Le future assunzioni confermano il nostro convinto proposito, per gli  impegni assunti con il PNRR, di valorizzare il ruolo dei docenti, garantendone nuove competenze e la presenza anche nelle aree più disagiate del Paese”.

Se ben interpretiamo, la valorizzazione dei docenti, per il  titolare di Viale Trastevere, passa da procedure selettive che impegnano i candidati in mesi di studio e in spostamenti (anche lunghi e dispendiosi) per sostenere le prove,  passa da un contratto a tempo determinato che i vincitori dovranno “digerire” preoccupandosi anche di  integrare la loro preparazione con 30 cfu nel corso del primo anno di servizio,  passa da una mobilità vincolata per tre anni in sedi distanti centinaia di km.

La visione del Ministero e quella dei tanti precari, che nei prossimi giorni compileranno la domanda di iscrizione, è molto lontana.

Molti di quei precari tenteranno questa nuova procedura per disperazione, dopo molti sacrifici, incarichi annuali o temporanei  in cui hanno già provato sul campo la loro competenza .

Valorizzare i docenti garantendo la loro  presenza nelle aree più disagiate del Paese:  ma  così si valorizzano gli insegnanti o le zone disagiate, nei confronti delle quali si tenta di assicurare un adeguato livello di istruzione ?

Siamo certi che la valorizzazione passi da tutto ciò e non  da stipendi davvero adeguati al costo della vita o da azioni  concrete per combattere gli episodi di violenza (verbale e fisica) nei confronti del corpo docente?

Un palliativo, molto blando e nemmeno mal celato.

Come si sentiranno valorizzati gli idonei del concorso ordinario 2020 che passano in coda alle nuove graduatorie? E i partecipanti allo straordinario bis che hanno avuto solo il magro contentino degli scorrimenti per rinuncia?

Ritenteranno il ter o si sono definitivamente rassegnati al precariato ?

La Commissione Europea boccia l’idea di assunzioni da 1 fascia GPS ( in cui, è bene ricordarlo, sono collocati gli abilitati), ma avalla i tempi e le modalità del PNRR per il comparto istruzione e  ricerca, che vorrebbe imporre concorsi annuali  (anche questa sarà una partita da giocare su un campo bagnato e scivoloso).

E di fronte a tutto ciò, il termine “valorizzazione ”  sembra davvero svuotato, come annientata è la motivazione verso quella che una volta era definita la professione più bella.

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