Un importante verdetto della Corte di Giustizia Europea ha fatto luce su un tema cruciale nel settore dell’istruzione: la retribuzione professionale dei docenti precari. La sentenza, datata 6 dicembre e emanata dalla sezione Controversie del lavoro del tribunale di Cosenza, ha stabilito che i docenti assunti a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato comparabili, anche per pochi giorni di servizio.

La Corte europea ha chiarito che questa interpretazione è “incondizionata” e può essere invocata da ciascun individuo davanti al giudice nazionale. Quest’ultimo ha l’obbligo di applicare il diritto dell’Unione e di tutelare i diritti attribuiti, annullando, se necessario, qualsiasi disposizione del diritto interno contraria.

Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, ha commentato sull’importanza di questa sentenza, evidenziando che sottrarre i 175 euro al mese della “Retribuzione professionale docenti” agli stipendi dei precari per brevi periodi costituisce un errore grave. Pacifico ha incoraggiato il personale precario a non soccombere e a presentare ricorso con Anief, garantendo così il completo recupero della Retribuzione professionale docente che l’amministrazione si ostina a negare.

La motivazione della sentenza di Cosenza sottolinea che la Retribuzione professionale docente ha una natura fissa e continuativa, non legata a particolari modalità di svolgimento delle attività. La Corte di Giustizia Europea ha ribadito il principio di non discriminazione, escludendo qualsiasi disparità di trattamento non obiettivamente giustificata nei confronti dei lavoratori a tempo determinato.

In conclusione, la sentenza ha dichiarato il diritto del ricorrente alla percezione della retribuzione professionale docente e ha condannato la parte convenuta al pagamento della somma di € 2019,54 oltre agli interessi.

L’organizzazione sindacale Anief ha fornito chiare indicazioni su come i docenti precari possano recuperare la Retribuzione professionale docente, citando la clausola 4 dell’Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE e la sentenza della Corte di Giustizia Europea come basi giuridiche per rivendicare questo diritto, anche per periodi brevi di servizio.

Questa decisione giuridica non solo costituisce una vittoria per i docenti precari, ma pone un importante precedente per garantire parità e giustizia nell’ambito della retribuzione professionale nel settore dell’istruzione.

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