Il Contratto 2019/21 vicino, ma la situazione economica preoccupante per il 2022/24

 

Il tanto atteso Contratto Collettivo Nazionale di Istruzione, Università e Ricerca (Ccnl) per il triennio 2019/21 sembra vicino alla firma, ma le preoccupazioni economiche per il futuro rimangono alte. Secondo quanto annunciato da Aran e dai sindacati, gli aumenti salariali medi mensili previsti sarebbero di 124 euro per i docenti e di 190 euro per i Direttori dei servizi generali e amministrativi. Tuttavia, l’Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori (Anief) solleva alcune critiche, sottolineando che questi incrementi non sono sufficienti a coprire il gap accumulato negli anni precedenti.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commenta la situazione sottolineando che gli stipendi dei docenti e del personale ATA (Amministrativi, Tecnici e Ausiliari) sono sempre più indietro rispetto all’inflazione. Si evidenzia inoltre che, considerando il periodo dal 2008 a oggi e tenendo come riferimento il costo della vita, i dipendenti pubblici del settore sono diventati sempre più poveri.

Gli aumenti proposti coprirebbero l’inflazione del triennio 2019/21, ma non sarebbero sufficienti a colmare il divario accumulato nel tempo. Inoltre, la recente indennità di vacanza contrattuale del 6%, accordata dal governo, è ritenuta insufficiente per compensare il -18,8% di costo della vita determinatosi nell’ultimo biennio.

L’Anief presenta quindi diffide e ricorsi per recuperare subito almeno 4-5 mila euro di indennità di vacanza contrattuale. Pacifico sostiene che l’anticipo di questa indennità dovrebbe includere ulteriori 4-5.000 euro e critica il fatto che i precari siano stati esclusi dal pagamento di dicembre 2023.

Il sindacato propone ricorsi specifici per i precari, mirando a recuperare l’indennità di vacanza contrattuale negata e a avviare procedure di diffida a tutela di tutti gli insegnanti e ATA di ruolo. Gli obiettivi sono ottenere l’indennità di vacanza contrattuale al 50% del tasso di inflazione programmata e risarcimenti che potrebbero arrivare a 4-5.000 euro a lavoratore. Marcello Pacifico sottolinea che i ricorsi vincenti degli ultimi tempi sono di buon auspicio per la causa.

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