Nella piccola repubblica di San Marino tra Emilia-Romagna e Marche i docenti precari e di ruolo stanno protestando insieme da fine novembre contro il nuovo Contratto Collettivo della Pubblica amministrazione sammarinese rende più lunghe e farraginose le immissioni in ruolo a tempo indeterminato dei docenti precari nella piccola repubblica ed è stato definito una “corsa a ostacoli’”.

Il nuovo contratto collettivo della PA è stato anche bocciato dalle organizzazioni sindacali della piccola Repubblica (Confederazione Sammarinese del Lavoro, Unione Sammarinese Lavoratori e Confederazione Democratica lavoratori sammarinesi) ed è stato che indetto un referendum interno tra i docenti precari e stabilizzati è stato richiesto lo stralcio dal 75% dei votanti della bozza del nuovo reclutamento previsto dal nuovo Contratto collettivo della Pubblica amministrazione. 

L’anno scorso i sindacati e il governo sammarinese avevano firmato un accordo di stabilizzazione che prevedeva impegni nel rinnovo del contratto e stabiliva per i docenti precari il superamento di un concorso pubblico e un anno di prova per ottenere il ruolo. La bozza del nuovo contratto collettivo prevede per i docenti al posto del concorso un percorso con un periodo di prova di tre anni con valutazione annuale e successivamente, se incaricati su posto vacante previsto dal fabbisogno, l’assunzione a tempo indeterminato. 

Per gli aspiranti docenti sammarinesi il nuovo contratto collettivo prevede che un laureato dopo essersi abilitato al costo di 2.800 euro dopo tirocinio, prova d’esame e tesi e dopo aver svolto il percorso di abilitazione su sostegno e all’inclusione al costo di 1.700 euro con un secondo tirocinio, una seconda prova d’esame e una seconda tesi dovrà svolgere tre anni di servizio a tempo determinato sotto supervisione di due tutor (uno interno alla Scuola e uno nominato dall’Università di San Marino) e riceverà al termine di ogni anno una valutazione positiva per entrare a tempo indeterminato.

Ora la rivolta dei docenti sammarinesi è arrivata al Governo della piccola Repubblica e i sindacati hanno chiesto uno stralcio….per una volta i docenti di uno Stato saranno ascoltati? 

 

 

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