Domani, martedì 19 dicembre, il Ministero dell’Istruzione e del Merito pubblicherà il bando per il reclutamento di 587 dirigenti scolastici. Come riporta la rivista specializzata Orizzonte scuola, “al concorso – che prevede una prova preselettiva, una scritta e una orale, oltre alla valutazione dei titoli posseduti dai candidati – potrà partecipare il personale docente ed educativo di ruolo con un’anzianità di servizio di almeno cinque anni. I posti disponibili saranno ripartiti tra le regioni tenendo conto delle sedi vacanti nel prossimo triennio.

Come ha affermato Giuseppe Valditara, ministro dell’istruzione e del merito, “I dirigenti scolastici sono indispensabili per garantire una scuola efficiente, nell’interesse dei nostri studenti, degli insegnanti e di tutto il personale della scuola. Con queste assunzioni prosegue il nostro impegno per una categoria che svolge una funzione fondamentale nel sistema scolastico”.

Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief e di Udir, ha detto che “è importante dare il giusto riconoscimento alla figura del dirigente scolastico, che è a capo delle nostre scuole. È necessario avere presto nuovi presidi a cui affidare i nostri istituti. Auspichiamo che il fenomeno della reggenza diminuisca presto, fino a sparire ci auguriamo”.

REQUISITI PER PARTECIPARE AL CONCORSO DS

Far parte del personale docente di una istituzione scolastica statale o del personale educativo di un’istituzione educativa statale.

Avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato con le istituzioni scolastiche o educative statali.

Essere stato già confermato nel tuo ruolo, ovvero aver superato l’anno di prova.

Possedere uno dei seguenti titoli di studio: una laurea magistrale o specialistica, un diploma di laurea secondo gli ordinamenti precedenti al DM n. 509/1999, un diploma accademico di II livello dalle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, o un diploma accademico del vecchio ordinamento combinato con un diploma di scuola secondaria superiore.

Avere almeno 5 anni di servizio; possedere i requisiti generali per lavorare nelle amministrazioni pubbliche.

I titoli di studio ottenuti all’estero sono validi per l’ammissione al concorso se sono stati riconosciuti equivalenti a quelli universitari italiani secondo le leggi in vigore.

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