Al Ministro dell’Istruzione e del Merito

On. Giuseppe Valditara

On. Ministro, come coordinamento dell’U.D.S.S. (Unione Docenti Specializzati Sostegno), Le rappresentiamo il pensiero di migliaia di docenti specializzati sul sostegno che, oramai, da molti mesi vedono susseguirsi negli articoli online dei siti specializzati scuola, una serie di notizie poco incoraggianti per la nostra categoria e per il nostro futuro, basti pensare: al continuo aumento dei posti in deroga sul sostegno, ma non alla contemporanea trasformazione di posti di sostegno dall’organico di fatto all’organico di diritto, allo stop delle procedure di assunzione “straordinarie” per gli specializzati sul sostegno, all’eventuale introduzione della “Cattedra Mista” che viene presentata come soluzione innovativa e che invece affonda le sue radici tra le ceneri da D.Lgs 66/17.

Lei, ne siamo certi, è a conoscenza dei sacrifici che tutti noi abbiamo dovuto sostenere per conseguire la specializzazione sul sostegno: mesi e mesi di studio intensivo, il superamento con profitto di tre prove (prova preselettiva, prova scritta e prova orale), oltre a un corso dalla durata di almeno 8 mesi (comprendente: lezioni frontali, laboratori, tirocinio diretto, tirocinio indiretto, esami in itinere e tesi finale).

Sacrifici sia economici dovuti, ad esempio, alle rette universitarie, dai 3.000,00 € ai 4.000,00 € a seconda dell’Università, ma anche agli spostamenti e ai pernottamenti; e, sia sacrifici affettivi, dovendo “trascurare” per più di un anno, tra tempo da dedicare alla preparazione per il superamento delle prove e il corso di specializzazione, tutti i nostri cari.

Nonostante tutto, noi abbiamo deciso di conseguire, con “sacrifici”, tale specializzazione per amore del nostro lavoro, e ora ci troviamo di fronte a uno scenario preoccupante, a causa dell’incertezza in merito al nostro futuro lavorativo nel mondo della scuola.

Con la presente lettera, ci preme attenzionarLe quanto segue:

  • innanzitutto, sottolineiamo il divario, sempre più crescente, tra l’organico di diritto e quello di fatto, che ogni anno “cristallizza” situazioni di precariato e crea disagio agli studenti con disabilità e alle loro famiglie.

La continuità didattica è un diritto che lo Stato deve garantire.

Facciamo, inoltre, presente che rispetto ai report (più volte “sbandierati” dai siti specializzati sulla scuola e dai sindacalisti) sulla carenza di insegnanti specializzati, nella maggior parte delle regioni del Sud dell’Italia i posti per le supplenze (posti in deroga sostegno) nell’anno in corso sono inferiori alla quota dei docenti specializzati sul sostegno (inseriti nelle prime fasce delle G.P.S.).

Altresì, facciamo presente che, sono stati migliaia i docenti specializzati che dalle regioni del Centro-Sud dell’Italia hanno fatto richiesta, tramite la c.d. “Minicall Veloce”, verso il Nord, e che, tuttavia, non hanno ottenuto l’incarico a tempo determinato finalizzato al ruolo.

  • Come UDSS valutiamo negativamente la Proposta di Legge sulla “Cattedra Mista”, ora ribattezzata “Cattedra Inclusiva”, in quanto, riteniamo che non tenga conto della situazione reale dell’inclusione nel sistema scolastico italiano (si pensi, a titolo esemplificativo, ai diversi scenari tra le aree geografiche).

Consideriamo necessaria una valorizzazione della funzione pedagogica del docente di sostegno, così che lo stesso diventi “realmente” docente di tutta la classe, che lavori sul potenziamento, sulla personalizzazione e sull’individualizzazione della didattica, assorbendo ruoli e prerogative che ora hanno il tutor/orientatore, il mentor e le altre figure, volte sia a prevenire la dispersione scolastica e sia a sostenere i talenti.

Noi crediamo, fortemente, che per una scuola inclusiva debbano essere attuate riforme volte a promuovere il docente di sostegno come docente specialista della personalizzazione didattica per i bisogni di tutti e di ciascuno.

Come evidenziano alcuni documenti internazionali (non per ultimo l’Index for inclusion, del 2002), il docente di sostegno è chiamato a rafforzare le personali competenze inclusive per riconoscere i bisogni educativi speciali di tutti delle “differenti abilità” oltrepassando la riduttiva concezione norma-deficit-bisogno.

Il pedagogista Andrea Canevaro ha definito il docente di sostegno un “accompagnatore competente”, poiché è proprio quella competenza che ha acquisito il docente specializzato sul sostegno, nel coniugare il passaggio dal sapere teorico alle prassi inclusive, agendo sui potenziali residui, mediando con interventi facilitanti, l’accessibilità alle esperienze educative della scuola.

Dunque, la figura del docente di sostegno specializzato è un agente facilitante di promozione dell’intelligenza emotiva (si faccia riferimento a quanto sta avvenendo nella cronaca di questi giorni) dei diversi stili di apprendimento che interviene per migliorare nel contesto organizzativo, per ottimizzare l’inclusione.

Come UDSS:

  • chiediamo: la conversione di un numero significativo di posti in deroga di sostegno (organico di fatto/supplenze al 30 giugno) in posti in organico di diritto (ruolo); realizzando, quindi, un aumento dell’organico di diritto per il sostegno.

Così come richiesto a gran voce dall’Unione Europea, e come più volte ribadito sia da Lei On. Ministro, sia da altri esponenti politici (della maggioranza e della minoranza) e dai vari sindacati

Difatti, Diciamo basta alla continua reiterazione dei contratti a tempo determinato sui posti in deroga di sostegno e chiediamo a gran voce la stabilizzazione dei docenti di sostegno precari; stabilizzazione che può avvenire solo con un consistente aumento dell’organico di diritto per il sostegno.

  • Diciamo: no al reclutamento esclusivamente da concorso, bensì chiediamo di utilizzare, a regime, anche altre forme di assunzione, come: l’assunzione da prima fascia G.P.S. (modalità di reclutamento da G.P.S. I fascia per contratti a tempo determinato, finalizzati alla stipula di contratti a tempo indeterminato; ex ai sensi dell’art. 59 comma 4 del DL n. 73/2021 convertito in legge n. 106/2022), e il c.d. “doppio canale di reclutamento.

Tali forme di assunzione tengono conto sia dell’esperienza dei docenti precari (grazie ai quali da anni il sistema scolastico va avanti) e sia del reale fabbisogno dei docenti di sostegno.

 

  • Diciamo: no al T.F.A. sostegno senza selezione d’ingresso poiché si creerebbe una sostanziale disparità di trattamento rispetto a chi ha sostenuto tre prove selettive in ingresso per conseguire il titolo di specializzazione.

Sosteniamo che sia necessario salvaguardare la qualità della specializzazione professionale, la quale è garantita dalla selettività del percorso finalizzata a verificare a monte le competenze necessarie all’insegnante per svolgere l’attività didattica di sostegno.

Ogni percorso di specializzazione professionale prevede una selezione in ingresso a garanzia della qualità del futuro percorso.

Rammentiamo che, le prove di selezione, in particolare quella preselettiva, valutano, tra le altre cose, le competenze linguistiche e la comprensione testuale, che il concorrente deve dimostrare di possedere, in quanto fondamentali per il profilo che si ambisce a ricoprire.

Dunque, sosteniamo che tale proposta crei una enorme disparità nei confronti di coloro che, con profitto, hanno superato tutte e tre le prove concorsuali.

Le modalità di accesso al corso di specializzazione sul sostegno per le attività didattiche, che, ricordiamo essere la qualifica di ingresso alla relativa classe di concorso, dovrebbero garantire l’equità di trattamento e il mantenimento del medesimo standard qualitativo tra gli specializzati.

A tal fine ci opponiamo all’abolizione delle prove preselettive perché tale intervento, a nostro avviso, minerebbe l’equilibrio nel rapporto tra la quota di specializzandi e il fabbisogno effettivo di personale docente, non tenendo conto da un lato delle importanti differenze esistenti tra gli specifici gradi di scuola e dall’altro delle necessità dei singoli territori provinciali e regionali.

 

  • Proponiamo: per i docenti di sostegno specializzati che non risultano destinatari di nomina di supplenza dopo i primi bollettini (basti pensare ai vari docenti ADSS ogni anno “bloccati” nelle graduatorie meridionali), la possibilità di potersi candidare e di essere destinatari di proposte di nomina di supplenza anche sui posti di sostegno di grado differente a quello relativo alla specializzazione conseguita; prima di procedere alla nomina, per tali posti di supplenza, di docenti specializzati “esteri” in attesa di riconoscimento o di docenti sprovvisti del tutto del titolo di specializzazione (nomina tramite graduatorie incrociate).

Anche in considerazione che l’utilizzo di docenti non specializzati su posti di sostegno vìola quanto sancito dalla Legge 104/92.

Ciò, in particolare, al fine di sopperire alla mancanza di docenti specializzati in alcune regioni dell’Italia e in alcuni gradi (soprattutto per quanto concerne le classi di concorso ADMM/ADEE/ADAA nelle regioni settentrionali).

 

  • Diciamo: no alla riserva del 30% per i docenti “triennalisti” per i posti di sostegno, da assegnare con i futuri concorsi legati al P.N.R.R., qualora tali docenti non abbiano svolto tutti i tre anni di servizio, richiesti, sul sostegno con titolo di specializzazione italiano o estero riconosciuto.

 

  • Diciamo: no alla partecipazione degli specializzati “esteri” senza riconoscimento ai concorsi e all’eventuali assunzioni straordinarie (da prima fascia G.P.S. o da “doppio canale di reclutamento”).

Infatti, riteniamo che gli specializzati sul sostegno “esteri” non debbano accedere alle procedure concorsuali, neanche con riserva, senza prima aver ottenuto il riconoscimento del titolo (con relativa compensazione che lo equipara al titolo italiano).

Si vuole ricordare che la formazione per il conseguimento della specializzazione sul sostegno nei Paesi esteri è orientata, in gran parte dei casi, alle “scuole speciali”, le quali presentano qualità e finalità didattiche differenti rispetto a quanto stabilito in tema di inclusione nel sistema scolastico italiano.

 

  • Diciamo: no a nuovi T.F.A. in regioni in cui il fabbisogno di docenti di sostegno è inferiore al numero di specializzati già presenti nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (G.P.S.).

Si vuole ricordare, a tal proposito, che il Consiglio di Stato con sentenza n. 3655/21 ha posto la questione, in particolare, sulla grave sperequazione nella distribuzione dei posti per conseguire la specializzazione di sostegno, suggerendo alle Università di operare in sinergia con le U.S.R. al fine di rispettare il fabbisogno territoriale dei docenti di sostegno nella determinazione dei posti da attivare.

 

  • Diciamo: no alla riduzione delle ore di sostegno attribuite agli studenti con disabilità.

Anzi, auspichiamo un aumento delle ore di sostegno per tali studenti, in modo da coprire più ore e materie possibili.

 

  • Diciamo: no a regolamenti concorsuali lesivi del merito e del diritto al lavoro delle donne.

 

  • Chiediamo: corsi che diano una maggiore specializzazione con riguardo alle diverse didattiche speciali per superare i conseguenti differenti bisogni educativi dei nostri studenti con disabilità.

Infatti, auspichiamo che vengano valorizzati gli ingenti investimenti  messi in atto per il sostegno attraverso la creazione di percorsi universitari, per conferire maggiore specializzazione e autorevolezza a questa figura indispensabile per le molteplice sfide che, attualmente, la scuola ci pone.

Speriamo di poter avere un Suo riscontro sulle varie tematiche da noi esposte e ci auguriamo di poter avere un incontro con Lei o con una Sua delegazione per discuterne.

 

Grazie per l’attenzione, Cordialmente.

 

COORDINAMENTO UDSS

Enza Turco

Fabio D’Apollo

Asia Tofu

Cinzia Randisi

Toni Galluzzo

Patrizia Culmone

Geralda Ferrara

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