Francesco Piras ha 33 anni, una laurea in scienze motorie  e da un anno insegna presso una scuola primaria di Cagliari, chiamato da GPS con incarico annuale.

Si tratta di uno dei 300 candidati che in Sardegna hanno sostenuto venerdi 15 dicembre la prova scritta del concorso che dovrebbe portare in cattedra,  a  tempo indeterminato, 1740 prof specialisti alla scuola primaria.

Francesco il test scritto non l’ha passato, e con lui 67 partecipanti su 70 che si erano iscritti per la provincia di Cagliari . L’abbiamo raggiunto telefonicamente e ci ha raccontato così la sua esperienza:

“La batteria di test era composta da 50 domande, ma non sono state rispettate le indicazioni fornite dal ministero attraverso il decreto di avvio della procedura selettiva.

Si parlava per esempio di 5 domande legate alle competenze digitali, ma nella batteria di test che ho svolto solo 2 rilevavano per l’ambito informatico. Inoltre molte domande presentavano opzioni di risposta di pari correttezza, mentre in altri casi la struttura stessa della domanda era contorta ed ambigua.  

Aggiungiamo a questo il fatto che alcune commissioni non hanno chiesto di consegnare il cellulare prima di sostenere la prova (aspetto questo che attiene alla regolarità formale della procedura), ma nessuno ha chiesto ufficialmente in quel momento di bloccare la somministrazione dei test .

Sinceramente sono amareggiato per non aver passato lo scritto, ma ancora di più di sapere che chi andrà all’orale avrà solo avuto più fortuna . Direi che è inverosimile che su 70 solo 3 persone abbiano superato la prova. Occorre rivedere i test. “

Francesco  ritenterà:  fino al 9 gennaio sono aperte le iscrizioni al concorso per la scuola secondaria di primo e secondo grado.

Come già scritto in un nostro precedente articolo, il Comitato Italiano Scienze Motorie  nella persona del Presidente Daniele Iacò, ha già chiesto al Ministro di prendere in considerazione l’idea di abbassare a 64/100 la soglia di accesso alla prova orale, in modo da assicurare la copertura di tutti i posti messi a bando.

“Purtroppo gli esiti sono stati poco confortanti: molti insegnanti hanno puntato la propria preparazione su aspetti concernenti la disciplina e meno sugli aspetti pedagogici. I quesiti proposti rientravano tra i contenuti oggetti dell’allegato che il Ministero ha predisposto, quindi da questo punto di vista non possiamo sollevare obiezioni. Le situazioni in cui il test è stato somministrato a candidati che non hanno consegnato il cellulare vanno documentate debitamente, anche se il tam tam  ha già  fatto il giro dei social”.

Secondo il prof. Iacò questa  selezione (la prima, nel suo genere, nel nostro Paese) è stata un esempio lampante di come ci sia uno scollamento tra la preparazione universitaria e le richieste di un certo tipo di professionalità.  “Ci auguriamo di essere ascoltati per migliorare il sistema di reclutamento e far sì che la prossima prova abbia un esito migliore. Siamo comunque contenti di aver contribuito a fa sì che anche la scuola primaria possa avvalersi di esperti nella crescita psicomotoria dei bambini.” conclude.

 

 

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