Un bonus di 750 euro netti sarà erogato a febbraio 2024 a favore dei docenti che soddisfano particolari requisiti.

Questo emolumento una tantum, noto come Bonus continuità, è previsto dal decreto 258 del 2022 e riguarda un totale di 30 milioni di euro destinati agli Istituti Scolastici.

I Requisiti:

I requisiti per l’accesso a questo bonus sono specifici. Il bonus sarà concesso a coloro che rinunciano al trasferimento e garantiscono la continuità didattica e il servizio in zone difficili dove è a rischio la dispersione scolastica. In particolare, i beneficiari saranno:

  • Il personale docente che garantisce l’interesse dei propri alunni e studenti alla continuità didattica, ai sensi della lettera b-bis), comma 593, articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 e ss.mm.ii.;
  • Il personale docente in servizio presso le scuole caratterizzate da valori degli indici di status sociale, economico e culturale e di dispersione scolastica inserite nell’elenco di cui all’articolo 5, comma 5, del decreto del Ministro dell’istruzione di concerto con il Ministro dell’economia di attuazione dell’articolo 1, comma 345, della legge 30 dicembre 2021, n. 234 ai sensi della lettera b-ter) del medesimo comma 5931.

I docenti che soddisfano entrambe le caratteristiche avranno diritto ad entrambe le valorizzazioni economiche.I

l pagamento della valorizzazione sarà gestito in modo simile al FIS. Le istituzioni scolastiche riceveranno i fondi dal Ministero e dovranno individuare i nominativi degli aventi diritto. Una volta individuati, la Scuola trasmetterà i dati a NoiPA per il pagamento, utilizzando la procedura “cedolino unico”.

I Dubbi:

Secondo i sindacati, il provvedimento interessa una minoranza di circa 19 mila docenti. Se si divide l’importo di 30 milioni di euro stanziati per questi 19 mila docenti, risulta un lordo pro capite di 1.579 euro.

Tuttavia, dopo la deduzione dell’8,5% di IRAP a favore delle regioni e del 24,20% per i contributi a carico del datore di lavoro (516 euro), rimane una differenza di 1.062 euro. Da questa somma, bisogna togliere il 9.15% di contributi a carico del dipendente e l’aliquota irpef del 23%. Di conseguenza, il netto corrisposto a favore di questi dipendenti sarà di circa 748 euro.

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