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Il Tribunale di Rieti, sezione Lavoro, ha emesso una sentenza a favore degli insegnanti precari, confermando il diritto alla “Carta del docente” anche per chi ha svolto supplenze annuali. L’insegnante coinvolta ha ottenuto un rimborso di 2.500 euro, oltre ad interessi e rivalutazione, che le erano stati negati nonostante cinque anni di servizio dal 2016 al 2021.

La Carta del Docente, inizialmente riservata ai docenti di ruolo, è stata estesa ai supplenti grazie a una sentenza della Corte di Giustizia Europea e alle pronunce del Consiglio di Stato. La Corte di Giustizia Europea ha dichiarato che l’esclusione dei docenti a termine dal bonus di 500 euro contrasta con accordi e direttive europee, sottolineando l’obbligatorietà, permanentenza e strutturalità della formazione dei docenti.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commenta la sentenza affermando che non vi sono più dubbi sulla necessità di presentare ricorsi gratuiti con Anief per ottenere la Carta annuale da 500 euro. Pacifico sottolinea che anche la Corte di Cassazione ha allargato il bonus formativo a tutti i docenti con contratto in scadenza al 30 giugno.

 

Il Consiglio di Stato ha chiarito che escludere i supplenti dalla Carta annuale è in contrasto con i principi costituzionali di non discriminazione e buon andamento della P.A. L’esclusione introduce una discriminazione a danno dei docenti non di ruolo e viola il principio di buon andamento della P.A.

La sentenza del Tribunale di Rieti, che conferma il diritto degli insegnanti precari alla Carta del Docente, è un passo significativo nella tutela dei diritti dei lavoratori della scuola. La sentenza stabilisce il diritto della ricorrente a ottenere il beneficio economico per gli anni scolastici dal 2016 al 2021, condannando il Ministero a effettuare l’attribuzione e al pagamento delle spese legali.

Questa vittoria giudiziaria potrebbe aprire la strada per ulteriori ricorsi da parte dei precari che, come sottolineato da Pacifico, devono prestare attenzione ai tempi, poiché la prescrizione può scattare dopo cinque anni dalla sottoscrizione della supplenza.

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