Fra gli auguri più originali che girano in queste ore nelle chat dei docenti c’è l’immagine di un presepe vuoto con una nota: sono auguri inclusivi, perché non offendono altre religioni, e trasversali, perché sfiorano i temi più dibattuti degli ultimi mesi, ambiente, patriarcato, lavoro, minoranze.  L’autore è sconosciuto ma ciò che scrive fa sorridere e riflettere, tanto per cominciare sul fatto che forse, questa cosa dei simboli religiosi ci sta davvero sfuggendo di mano.

Ecco il testo allegato alla foto del presepe, diventato virale in queste ore:

Auguri con il nuovo presepe più inclusivo e laico. Non contiene animali per evitare accuse di maltrattamenti. Non contiene Maria, perché propone l’immagine di una donna prona al patriarcato. Quella del falegname Giuseppe non c’è perché il sindacato non ne autorizza l’uso. Gesù Bambino è stato rimosso perché non ha ancora scelto il suo sesso, se sarà maschio, femmina o qualcos’altro. Non contiene più i Magi, perché potrebbero essere migranti e uno di loro è nero (discriminazione razziale, xenofobia). Non contiene una stella cometa per ridurre l’impatto ambientale e l’inquinamento luminoso. Inoltre, non contiene più un angelo per non offendere gli atei, i musulmani e le altre credenze religiose. Infine, abbiamo eliminato la paglia, a causa del rischio di incendio, perché non conforme alla norma europea 69/2023/CZ. È rimasta solo la capanna, realizzata in legno riciclato proveniente da foreste conformi agli standard ambientali ISO, alta esattamente 2.70 m, il minimo per ottenere l’abitabilità.

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