Il Ministero della Pubblica Amministrazione, in collaborazione con il Ministero dell’Università, ha elaborato una bozza di decreto che introduce nuove regole per il reclutamento del personale della pubblica amministrazione nei prossimi tre anni. L’obiettivo è favorire l’accesso dei giovani al settore pubblico, offrendo stipendi competitivi e posizioni attraenti per i neo-laureati o laureandi.

Le nuove regole permetteranno alle amministrazioni di reclutare, fino al 31 dicembre 2026, giovani laureati con contratto a tempo determinato di apprendistato della durata massima di trentasei mesi.

Questo tipo di contratto, che può durare dai 3 ai 5 anni a seconda del settore e della qualifica di inquadramento, offre importanti incentivi economici per i datori di lavoro.

Il decreto prevede anche “l’individuazione di studenti di età inferiore a 24 anni, che abbiano concluso gli esami previsti dal piano di studi, da assumere a tempo determinato con contratto di formazione e lavoro”. Il limite per questa tipologia di contratti è fissato al 10% delle risorse da assumere complessive.

Le procedure di reclutamento rimarranno invariate, rispettando le norme vigenti in materia di accesso al pubblico impiego, che prevedono il superamento di una prova scritta, anche a contenuto teorico-pratico, e di una prova orale.

Il bando di concorso sarà pubblicato sul portale del reclutamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica (www.inpa.gov.it) e potrà prevedere che il punteggio del titolo di studio richiesto sia aumentato fino al doppio qualora il titolo di studio medesimo sia stato conseguito nei cinque anni antecedenti alla scadenza del termine di presentazione della domanda.

Queste nuove regole rappresentano un passo importante per favorire l’ingresso dei giovani nel settore pubblico, offrendo loro opportunità di lavoro stabili e remunerative.

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