Il Popolo della Famiglia, guidato dal presidente Mario Adinolfi, ha depositato oggi presso la Corte di Cassazione a Roma una proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo “Diritto alla vita, reddito di maternità, sostegno ai sofferenti”. Adinolfi sottolinea l’importanza di tutelare tre diritti in crisi: il diritto di ogni bambino a nascere senza subire selezione eugenetica, il diritto di ogni donna a essere sostenuta nella maternità, e il diritto di ogni sofferente ad essere aiutato e curato anziché soppresso.

 

L’ispirazione del ddl proviene dalla storia di Natale di una ragazza a Bari, salvata dai carabinieri mentre tentava il suicidio. Adinolfi dichiara che la proposta è contraria all’eutanasia e al suicidio assistito, sottolineando la centralità del diritto alla vita come bene non disponibile.

Il comitato di cittadini, con figure come Nicola Di Matteo, Davide Sanna, Cristina Zaccanti, Eleonora Antonucci, Alessandra Trigila e Mirko De Carli, vuole inviare un chiaro messaggio al governo: meno fondi per le armi e più sostegno al diritto alla vita. Il ddl propone di destinare parte dei fondi previsti per l’aumento della spesa militare a sostenere le madri italiane con mille euro al mese per otto anni, fornendo anche sostegni economici alle famiglie con disabili gravi.

Adinolfi sottolinea la denatalità in Italia, citando l’esempio del Giappone che ha destinato fondi per invertire la curva demografica. La proposta del Popolo della Famiglia mira a ristabilire il diritto alla vita e costituisce la base programmatica per la partecipazione alle prossime elezioni europee.

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