La parità dei sessi non esiste semplicemente perché uomini e donne sono biologicamente diversi e queste ultime sono le uniche a poter procreare, possibilmente in un rassicurante rapporto di coppia, diversamente in molti paesi evoluti le donne emancipate ricorrono anche ad una banca del seme, se desiderano diventare madri single, possibilità questa che agli uomini è preclusa. Partendo da questo assunto semplice quanto impopolare, si possono osservare alcuni fenomeni che attualmente occupano la cronaca senza doversi necessariamente scandalizzare. È normale che una Senatrice inviti le diciottenni a fare figli nel 2023? Non sembra ma in realtà lo è, perché i figli nessuno li vuole più fare. Allora a chi rivolgersi se non alle giovani donne per invertire la pericolosa tendenza? Ed è pericolosa perché attualmente per ogni bambino con meno di 6 anni ci sono ben 5,6 persone anziane (fonte quifinanza.it) che fra qualche anno nessuno potrà mantenere perché non ci sarà adeguata forza lavoro, il che significa che la nostra società è al collasso. Va dunque bene invitare le donne a fare figli ma non bisogna dimenticare che se ci son voluti decenni per passare dal mito dell’angelo del focolare a quello della donna in carriera, sarà altrettanto difficile fare marcia indietro invitando le donne a dare la precedenza alla maternità a costo di rinunce a privilegi che per gli uomini sono la normalità e per le donne dura conquista.

Le esigenze delle donne sono cambiate, il sacrificio deve necessariamente prevedere un tornaconto altrimenti l’equilibrio fra una crescita demografica accettabile e la gratificazione personale non ci sarà mai. Le donne non lavorano soltanto per essere autonome e realizzare i propri sogni ma perché ormai è una necessità, esattamente come per gli uomini; per le donne, in alcuni casi, e’ anche salvezza, quando proprio grazie al lavoro riescono a sottrarsi al girone infernale della violenza domestica che diversamente le costringerebbe a subire, o in caso di abbandono da parte del partner, quando anche di fronte al migliore dei progetti realizzati tutto può naufragare da un momento all’altro e magari anche in fasi delicate della vita come il periodo intorno alla menopausa, se il compagno in piena andropausa si separa per tornare a fare il quindicenne (secondo l’Istat l’età media dei separati è 48 anni per gli uomini e 45 per le donne). In ogni caso, anche quando è la donna a volersi liberare da una relazione tossica o non più soddisfacente, a fronte di una ideale collaborazione con il proprio compagno, almeno nelle faccende domestiche e nell’educazione dei figli, deve comunque tenersi pronta a bastarsi da sola, ed anche in presenza di un aiuto economico da parte dell’ex, è quanto meno chiamata a fare fronte alle fatiche della quotidianità, assodato che la prassi giurisprudenziale tenda ad affidare i figli alla madre, a meno che non si dimostri la sua indegnità. In questo quadro e considerate almeno alcune delle prospettive a cui ogni donna deve prepararsi, è certo che fare figli per le nuove generazioni sia un’impresa e che la priorità non possa che essere il lavoro, non a caso qualunque madre coscienziosa la cui figlia stia per lasciare il nido per prima cosa si assicura che la ragazza sia autonoma.

Dunque, tornando alla Senatrice Mennuni di Fdl che vorrebbe far tornare la maternità ad essere “cool”, come da lei stessa affermato, bisognerebbe far capire a questa signora che dovrebbe essere “cool” innanzitutto la politica, dandosi una svecchiata ed attuando riforme serie a sostegno del lavoro e della famiglia, in particolare a sostegno delle donne lavoratrici. Un figlio arriva solo se c’è lavoro e c’è casa, che pure è diventata un’impresa a causa dei mutui sempre più penalizzanti, e se manca la casa manca anche l’angelo del focolare, perché il focolare non c’è. Dunque se piuttosto che ragionare di parità fra uomo e donna ragionassimo di pari dignità nel rispetto delle diversità fra uomo e donna, capiremmo che la crescita demografica è strettamente legata a politiche a sostegno delle donne, in ogni ambito, diversamente, se volete continuare a farle pagare meno degli uomini, a farle discriminare ai colloqui di lavoro, a non tutelarle scoraggiando qualunque forma di violenza con pene certe per i loro carnefici, insomma se continuate a predicare la pari dignità senza la sostanza che la rende effettiva e senza fornire alle donne la serenità propedeutica alla maternità, c’è ben poco da fare, i figli, care senatrici e deputate, fateli voi.

 

Un pensiero su “Fare figli: la parità dei sessi non esiste, esiste la pari dignità, che è cosa diversa”

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