La scuola italiana si trova di fronte a una controversia sindacale, con Anief in prima linea, dichiarando il suo rifiuto di sottoscrivere i Contratti Integrativi Regionali (CIR) nelle regioni di Campania e Basilicata. Il sindacato denuncia la compressione dei diritti dei lavoratori, concentrandosi sulle disparità tra personale a tempo determinato e indeterminato.

In Campania, nonostante l’Anief riconosca la necessità di rinnovare il CIR per adeguarlo alle nuove normative e contrattazioni, il presidente regionale Stefano Cavallini critica una proposta che mantiene una discriminazione fondamentale tra personale a tempo determinato e indeterminato. Il sindacato respinge un accordo che, secondo loro, non recepisce la direttiva 99/70/CE, che riconosce gli stessi diritti a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla tipologia di contratto.

Anche i permessi per partecipare a attività di preparazione di esami o prove, tesi di laurea, vengono ridotti, privando il personale a tempo determinato di tali benefici. Inoltre, in Basilicata, l’Anief contesta l’esclusione del dottorato di ricerca dai corsi che consentono la richiesta di permessi studio, evidenziando anche una significativa riduzione del monte ore concesso per altre categorie di corsi.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che il sindacato è l’unico a difendere i diritti di tutti i lavoratori, senza distinzione tra contratti a tempo determinato o indeterminato. La situazione nelle regioni di Campania e Basilicata evidenzia la ferma posizione di Anief contro contratti che ritengono palesemente discriminatori, affermando il suo ruolo di difensore dei diritti dei lavoratori nel settore educativo.

 

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