La scuola del merito

La scuola del merito. Leggendo il report di Tuttoscuola.com itscuola non si ha traccia della bandiera identitaria di Valditara.

La scuola del merito. Leggendo il report di tuttoscuola.it…

La scuola del merito. Il Governo Meloni ne ha fatto una battaglia identitaria. Non è la sola. Altri dicasteri sono stati interessati da questa desiderio di cambiamento proveniente da una destra che per la prima volta governa da sola. Il riferimento e al Ministero dell’ Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, dell’Imprese e Made in Italy e dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste.
Ora è passato un anno e qualche mese del 2022. Poco (nulla?) è stato attuato per far scendere il Merito dal piano delle intenzioni e delle desiderata. Pare confermarlo il report che Tuttoscuola.com pubblica alla fine di ogni anno. Di quello appena lasciato non compare nell’elenco il merito. Il tema è affrontato indirettamente all’interno della voce Ricolfi, solo per ricordare il lavoro del sociologo (La rivoluzione del merito , Rizzoli).
Si sperava di trovarlo all’interno di Valditara (bilancio politico). E invece si riflette sulla scelta europeista del Ministro, contrapposta a quella sovranista della Lega. Si accenna  alla valorizzazione della filòiera tecnico professionale. Poi nulla.
La testata giornalistica implicitamente, però evidenzia due incoerenze tra il merito annunciato e i fatti. Si legge infatti:  <<Non brilla certo per il suo silenzio – proprio lui che vuole essere il ministro del merito – nei confronti dell’emendamento antimeritocratico della Lega per il decreto milleproroghe con cui vengono recuperati per un concorso straordinario i candidati bocciati all’ultimo concorso DS…Condivide la denuncia di Tuttoscuola contro i diplomifici e si impegna con decisione e coraggio a combattere questo annoso e indecoroso fenomeno in grande crescita; fa passare, tuttavia, mesi preziosi per presentare un piano dettagliato per contrastare il malaffare e chiude il 2023 senza avere ancora predisposto un ddl da presentare in Parlamento per modificare la normativa in materia>>

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