Scade il prossimo 15 gennaio la domanda per candidarsi al progetto Caritas “Mi sta a cuore”Curare il presente per sognare il futuro, rivolto a giovani fra i 20 e i 30 anni che desiderano fare un’esperienza a contatto con i meno fortunati, una bella scuola di empatia che, con i tempi che corrono, appare come un vero toccasana per le svariate manifestazioni di un disagio giovanile che ci coglie sempre più impreparati quanto più risulta imprevedibile. A tale proposito troverete i particolari dell’ultimo fatto di cronaca nell’articolo di Roberta Granata, ma non c’è bisogno di arrivare a piantare un cavo d’acciaio fra un margine stradale e quello opposto per consigliare di trascorrere un anno con chi desidera semplicemente vivere piuttosto che sopravvivere, a tutti quei giovani che al contrario, e spesso, possiedono tutto ciò che gli serve per dare un senso alla propria vita ma non ci riescono: le statistiche, ad esempio, dicono che sono sempre più di moda decisioni come prendersi un anno sabbatico dopo la Maturità o anche restare per qualche anno senza studiare né lavorare: quest’ultimo fenomeno riguarda i cosidetti NEET, acronimo inglese per Not in Education, Employment or Training, e pur risultando ridimensionato negli ultimi dati 2022, è ancora un fenomeno che riguarda il 19% dei giovani fra i 15 e i 29 anni, una percentuale fra le più alte nel mondo, seconda solo alla Romania (Fonte Il Sole 24ore).
In queste circostanze un bando come quello pubblicato dalla Caritas di Roma calza a pennello, anzi, iniziative del genere dovrebbero proliferare come funghi. Entrando nel merito, il progetto è già alla seconda edizione: la proposta  -si legge nel bando della Caritas – è indirizzata a giovani che si trovano in una fase di scelta rispetto al proprio percorso di vita, al mondo del lavoro e all’assunzione di responsabilità personali e sociali e che hanno maturato dentro di sé il desiderio di un’esperienza di servizio attenta al territorio e ai bisogni dei più fragili. La partecipazione a questo progetto è un’occasione per fermarsi e mettere a servizio testa, cuore e mani, sperimentando che “c’è più gioia nel dare che nel ricevere”.
I giovani che la Caritas potrà accogliere saranno in tutto 8, maschi e femmine, sarà garantito vitto e alloggio oltre ad un rimborso spese per necessità personali sotto forma di borsa di studio. A ciascuno di loro verrà affiancato un tutor di Caritas Italiana che regolarmente incontrerà il giovane per un confronto sull’esperienza in corso.
A conclusione dell’anno di servizio, in occasione dell’incontro formativo finale, sarà svolta una valutazione dell’esperienza sia a livello individuale che a livello dell’organizzazione ospitante. Ai giovani sarà consegnato inoltre un attestato di fine servizio. Fra gli obiettivi figurano:
-offrire ai giovani la possibilità di vivere un’esperienza multidimensionale di formazione, servizio e vita comune, che sia al contempo occasione concreta per vivere una reale esperienza di dono di sé e per esprimere da protagonisti le proprie potenzialità e competenze, sporcandosi le mani e imparando ad assumersi le responsabilità che questo comporta;
– aprire spazi che permettano ai giovani di mettere a servizio i loro talenti e la creatività che li caratterizza sia all’interno degli uffici di Caritas Italiana, sia nei servizi in cui andranno ad operare e nel contesto in cui si troveranno a vivere;
-sperimentare un modello concreto di alleanza intergenerazionale, grazie al quale il mondo adulto e il mondo giovanile guardano insieme al futuro.
Tutte le info su: mistaacuore@caritas.it

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