Dopo quattro lunghi mesi di ritardo, gli stipendi dei precari della scuola, noti come supplenti brevi e saltuari, finalmente raggiungeranno le loro tasche il prossimo 19 gennaio. Questa notizia segna la chiusura di una lunga attesa che ha inizio a settembre e coinvolge decine di migliaia di docenti chiamati per sostituzioni di breve termine, spesso di soli 3 o 4 giorni, ma che possono protrarsi per settimane.

 

Il ritardo nei pagamenti è attribuibile a complicazioni burocratiche, poiché i supplenti brevi non godono dello stesso trattamento dei colleghi con contratti annuali o fino al 30 giugno. La procedura per il calcolo e l’autorizzazione dei pagamenti è più complessa, causando frequenti interruzioni nei versamenti. Questa situazione implica gravi disagi per gli insegnanti che lavorano quotidianamente senza la certezza di quando verranno retribuiti.

Il segretario generale Uil Scuola, Giuseppe D’Aprile, ha commentato questa problematica, sottolineando che “non è possibile che un cavillo burocratico e organizzativo impedisca il regolare pagamento di coloro che, con impegno e dedizione, lavorano tutti i giorni ed hanno diritto ad essere retribuiti“.

La vita da precario per i supplenti brevi è resa ancora più difficile dalle spese sostenute per gli spostamenti tra vari istituti. La situazione, già critica, si è aggravata quest’anno a causa del caro vita. Per affrontare questa problematica, il ministro all’Istruzione e al Merito, Giuseppe Valditara, ha inserito il tema del pagamento dei precari tra le priorità di un piano di semplificazione amministrativa.

Secondo il cronoprogramma del piano, si prevede un intervento entro marzo, ma il ministero ha annunciato l’invio di una proposta al Mef già entro la fine di gennaio. Nel frattempo, per risolvere la situazione attuale, il ministero ha dichiarato che entro l’11 gennaio arriverà un’assegnazione straordinaria per effettuare i pagamenti rimanenti.

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