L’intervento di Rino Di Meglio, Coordinatore nazionale della Gilda Insegnanti, durante l’incontro al Ministero dell’Istruzione e del merito ha sollevato gravi preoccupazioni riguardo al provvedimento che prevede l’accorpamento delle autonomie scolastiche. Nel comunicato stampa rilasciato oggi, la Gilda esprime apertamente il timore che a rimetterci saranno gli studenti.

 

Di Meglio sottolinea che la questione è ormai “avviata e non si può più fermare,” usando l’espressione “parliamo a babbo morto.” Il coordinatore nazionale evidenzia la sua preoccupazione principale, focalizzata sull’accorpamento delle scuole, affermando che questo danneggerà l’utenza e influirà negativamente sulla didattica. La sua opinione è che più grande è la scuola, più difficile sarà farla funzionare in modo efficace.

La Gilda Insegnanti critica apertamente la decisione di accorpare le autonomie scolastiche, mettendo in guardia sulla potenziale diminuzione della qualità dell’insegnamento a causa di questa misura. Il coordinatore nazionale evidenzia il rischio concreto che gli studenti siano i principali danneggiati da questa riforma, affermando che il provvedimento va a discapito della didattica.

Oltre alle preoccupazioni riguardo agli accorpamenti, Di Meglio ribadisce anche il ritardo nella firma del nuovo contratto. Ha dichiarato che nonostante la firma avvenuta il 14 luglio del 2023, il contratto non è operativo dopo sei mesi a causa di controlli che non sono ancora stati conclusi. Questa situazione solleva dubbi sulla tempestività e l’effettiva implementazione delle disposizioni contrattuali, creando ulteriori incertezze per gli insegnanti.

Gilda Insegnanti evidenzia una serie di problematiche critiche nel contesto attuale dell’istruzione, concentrandosi sugli accorpamenti e sui ritardi contrattuali, e sottolineando le preoccupazioni per il futuro della scuola e degli studenti.

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