Occupazioni e sanzioni

Occupazioni e sanzioni. La scuola conferma il suo profilo istituzionale, declinato in diritti e doveri. Avviene applicando il Regolamento d’Istituto. Il caso di una scuola romana

Occupazioni e sanzioni. L’esempio di scuola seria

Occupazioni e sanzioni. Le prime sono un rituale. Ogni anno iniziano a ottobre. A ridosso della conclusione del primo quadrimestre, coincidente con le interrogazioni e le verifiche, finiscono. Iniziative non sempre sostenute da tutti gli studenti dell’Istituto e comunque quasi sempte concordate tra la Presidenza e i rappresnetanti degli Istituti. Ora però cambia lo scenario. Alcune scuole hanno deciso di sanzionare queste iniziative. E’ Il caso di alcune scuole romane. La notizia è riposrtata dal quotidiano La Repubblica. Si legge:<< “Hai occupato? Allora niente gita, 5 in condotta, lavoretti socialmente utili, qualche giorno a casa sospeso dalla scuola e un libro da leggere in più». E non a uno ma a centinaia di studenti. È la stangata dei presidi anti-occupazione che parte stavolta dal centro di Roma. Liceo Tasso, 10 minuti a piedi da Villa Borghese: il 5 dicembre gli studenti occupano la scuola assieme ad altri 9 licei romani, nel manifesto ci sono il transfemminismo e la salute mentale, i fondi per l’istruzione e la lotta contro la scuola autoritaria del 5 in condotta. L’occupazione finisce 7 giorni dopo. E arrivano i 5 in condotta. E con questi le sospensioni fino a 10 giorni, di cui 2 da passare a casa. Giorni utili a leggere un libro sulla democrazia e a produrre poi un elaborato. Un compito in più per i 170 studenti che per quell’occupazione si sono autodenunciati. E che ora i consigli di classe sanzioneranno. “È l’applicazione del regolamento d’istituto, basta occupazioni”, dice il preside Paolo Pedullà>>.

Le regole governano la scuola seria

Ovviamente occorre conoscere dettagliatamente i fatti. Ma la dichiarazione del Preside non  lascia dubbi. Esprime un’idea di scuola costituita da regole formalizzate in un documento non sempre valorizzato dai singoli istituti scolastici. In altre parole, ci troviamo di fronte a un profilo adulto di scuola che non accetta iniziative e attività non previste dai suoi regolamenti. Indubbiamente siamo di fronte a una scuola che crede nel suo profilo istituzionale, declinato nel criterio della serietà che vede al centro le regole che devono essere sempre dettagliate nelle conseguenze di alcuni comprtamenti non ritenuti idonei.  Quindi se il Preside ha agito, applicando il Regolamento d’Istituto, la sua decisione non può che essere sostenuta. Non sorprende la decisione di alcuni genitori di opporsi a questa decisione sottoscrivendo una lettera di protesta.

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