Nel 2006 il governo Fioroni con la legge 296 trasformo le Graduatorie Permanenti in Graduatorie ad Esaurimento e decise arbitrariamente quanto illegalmente di privare il Diploma Magistrale del suo valore abilitante, fregiandolo  con una “Idoneita’” che relegò i Diplomati nella terza fascia d’Istituto, dalla quale continuarono comunque ad insegnare, costruendo e consolidando la propria esperienza.

Nel 2014 grazie ad un ricorso portato avanti da una associazione di categoria, (a seguito_del parere del Consiglio di Stato, sez. II, n. 3813  in data 11 settembre 2013 recepito con d.P.R. del 25 marzo 2014- su GU del 15 maggio 2014 – e, in via generale, con decreto ministeriale n. 353 del 22 maggio 2014,) II Miur venne costretto ad ammettere che i Diplomati Magistrali, in possesso di un titolo da sempre abilitante all  ‘insegnamento ex-lege, erano per l’appunto abilitati, quindi la loro

-collocazione nelle graduatorie di istituto di Terza- Fascia (riservate ai docenti non abilitati) era illegale.

Al Diploma Magistrale venne restituito il valore abilitante del titolo ma i Diplomati Magistrali non furono inseriti in GAE perché nel frattempo le stesse GAE vennero blindate. Quindi oltre alle opportunità di lavoro perse a causa dello stazionamento per anni nella Terza Fascia d’istituto, vennero inseriti nella  Seconda fascia d·’istituto, utilizzata esclusivamente  per ·le  supplenze, continuarono a non godere dei pieni diritti spettanti agli abilitati ante 200I.

Pertanto nel  2014  questi docenti .non vennero  inseriti in GAE -dal Miur. perchè  chiuse, ma quando era possibile il loro inserimento (ovvero fino alla fine del 2007), il Miur arbitrariamente e illegalmente, non li volle inserire perché  li  considerava non abilitati.

Una volta riottenuta l’abilitazione (che non avrebbero mai dovuto perdere) e con essa la consapevolezza sul loro diritto a stare  nelle· Graduatorie  ad Esaurimento ( giacchè   l’unico requisito· richiesto per  l’inserimento in esse era appunto il possesso dell’abilitazione all’insegnamento), nel luglio del 2014, con un primo ricorso volto al riconoscimento del loro diritto ad essere inseriti nelle GAE con buona pace di tutti i sindacati e le associazioni di categoria che inizialmente si mostrano contrari, si dà il via ad una lunga  serie· di  contenziosi collettivi che portano dalla parte dei Diplomati, piu’ di cento cautelari favorevoli e ben sette sentenze passate in giudicato, tutte a firma del CDS e di alcuni GDL. Tali sentenze inseriscono in GAE quasi 40000 Diplomati Abilitati, 12000 dei quali firmano un contratto a Tempo Indeterminato e  superano  l ‘.anno di prova innanzi ad una commissione che ne certifica le competenze e le capacità a svolgere il lavoro di Insegnante.

A fronte di questo scenario, inaspettatamente, il CDS in Adunanza Plenaria, rovesciando l’orientamento giuridico che si pensava ormai consolidato, sconfessa se stesso e emette una sentenza illogica quanto nefasta, respingendo ·un ricorso identico a quelli finora  passati, adducendo­ come motivazione la tardiva impugnazione dell’atto lesivo del diritto dei Diplomati a stare nelle GAE. Motivazione che lo stesso CDS, con una sentenza del 2015, aveva già confutato e superato.

II Consiglio di Stato dunque prende una decisione gravissima, che colpisce decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori  della scuola italiana con anni di precariato alle spalle e  apre ·la strada a quello che si prospetta essere il piu’ grande licenziamento di massa dal dopoguerra ad oggi a firma di un Governo: ii licenziamento di migliaia di Diplomati Magistrali Abilitati.

Curiosità-:  su  uno  stesso  ricorso portato avanti dividendo .esattamente in due distinte  metà  secondo  l’ ordine alfabetico i propri ricorrenti, una metà  ha avuto accoglimento e scioglimento del merito con conseguente immediato inserimento in GAE dei ricorrenti, mentre la seconda metà, che per problemi organizzativi in seno ai tribunali aveva visto rimandata la propria udienza, adesso subirà  tutti gli effetti nefasti della sentenza emessa dal CDS..

Oggi noi tutti ci domandiamo il  perché  possono insegnare nelle nostre scuole con contratti annuali, senza limitazioni  didattiche-e gestionali  di sorta. Possono valutare, scrutinare e prendere parte alla· vita scolastica a 360° assumendone tutti i doveri e le responsabilità  legate  alla professione di insegnante ma i1 tutto solamente fino al 30 giugno.

Continuiamo  a  domandarci se il problema sia prettamente economico e legato al risparmio sui mesi estivi e non, in cui i precari stanno a casa e non percepiscono lo stipendio ma necessari al regolare funzionamento della scuola dell’infanzia e della scuola primaria.

Vogliamo ricordare che prima dell’attivazione dei corsi di laurea in Scienze della Formazione Primaria, l’unico titolo abilitante alla professione d’insegnante era quello rilasciato dalle Scuole e dagli Istituti Magistrali   che, in base al DPR

 firmato  a Roma  da Luigi Scalfaro. in data 23 luglio 1998 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 settembre dello  stesso  anno, conserva in via permanente il valore legale e abilitante all’insegnamento nella Scuola dell’Infanzia e Primaria.

Le GAE erano un diritto che per ben 13 anni è stato negato ai Diplomati Magistrali e chiediamo che questo diritto venga restituito, anche con il blocco dei licenziamenti dei ruoli con riserva e la riassunzione di coloro che già sono stati licenziati.

Nel 2018 il  governo ha bandito un  concorso straordinario dal quale sono stati esclusi migliaia -di Diplomati Magistrali, dando vita ad una ulteriore scissione della categoria, ancora una volta la storia dei diritti negati.

  • E’ palese che se il Miur non avesse ,relegato in 3 fascia delle GI (Graduatorie di  lstituto) i docenti in  questione e avesse riconosciuto, come era giusto che fosse, il valore abilitante del Diploma Magistrale, oggi migliaia di docenti non si troverebbero in  questa drammatica situazione.

 

RICHIESTE E PROPOSTE

I Diplomati Magistrali chiedono che la politica risolva questa annosa questione e riconosca, a chi da anni sta mandando avanti la Scuola italiana Infanzia e Primaria, un canale di stabilizzazione che preveda limmissione in ruolo attraverso un doppio canale di reclutamento, che di seguito si va  a   rappresentare nei dettagli.

PROPOSTA DI ANLI   ( ASSOCIAZIONE NAZIONALE LIBERI INSEGNANTI)   PER  L’ISTITUZIONE  DEL  DOPPIO  CANALE  DI  RECLUTAMENTO     NELLA  SCUOLA   PRIMARIA  E  DELL’INFANZIA. 

La   presente  proposta  di  risoluzione dell’annosa vertenza dei  Diplomati Magistrali si  basa sull ‘lstituzione  del “Doppio canale di reclutamento “ovvero  su una ripartizione su base paritetica del volume di assunzioni :il 50% mediante concorsi ordinari, straordinari e GAE; II restante 50 % da attingere dalle graduatorie Gps 1·e 2 fascia.                   .

Il  “ doppio canale di reclutamento’ fu istituito la prima volta dalla legge n· 417/1989 a firma

Dell ‘allora Mlnistro della pubblica lstruzione Sergio Mattarella, attuale presidente della ‘Repubblica, nonché eccelso costituzionalista.

Ovviamente, l’inserimento nelle suddette graduatorie presuppone anche la valutazione degli ulteriori titoli culturali conseguiti e del servizio  già prestato.

Come si puo’ arguire, si tratta di una proposta di risoluzione  semplice ed  equa. Tiene conto delle “ere storiche”, delle “ fasce d’eta’, dei titoli (abilitanti), “delle gerarchie anagrafiche” e assicura a tutti l’assunzione in ruolo.  Converrebbe anche al governo, dato che gli eviterebbe la procedura di infrazione da parte dell’UE, che consentirebbe questa proposta come un’ iniziativa seria di contrasto al precariato!

La  sua  approvazione  necessiterebbe  di  una legge ordinaria, pertanto avrebbe un iter agevole.  Qualsiasi vecchia norma pregressa ostativa, frutto di ordinaria approvazione, laddove dovesse sussistere, verrebbe cancellata con un’altra norma altrettanto ordinaria. ANLI come ‘associazione che difende i diritti di tutti gli insegnanti, sottolinea che, il  “Doppio Canale di Reclutamento” è una forma di reclutamento assolutamente perseguibile sia per la secondaria di primo che di secondo grado.

                                                                       Dottoressa Alessandra Gammino

                                                                                     Presidente ANLI

 

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