dimensionamento

Signor Ministro, andiamo con ordine:

A) la complessità di una scuola non è limitata alle scuole in reggenza o a quelle che saranno aggregate. 

B) La complessità di una scuola è connaturata ai servizi organizzativi, didattici e amministrativi che è tenuta a garantire agli alunni, al personale, alle famiglie.

C) La complessità di una scuola è determinata anche dalle attività progettuali extra didattiche che viene chiesto di espletare al Ds, al suo staff, al DSGA, agli uffici amministrativi.

E non richiamo tutte le altre azioni necessarie per l’efficiente servizio scolastico.

D) Di fronte a questa COMPLESSITÀ occorre rivedere il governo di una scuola autonoma con la soluzione al “vulnus” giuridico della sostituzione del Ds (oggi formalmente un numero primo in solitudine), al riconoscimento nella progressione stipendiale del lavoro espletato in almeno un triennio con la permanenza nella scuola di servizio ancora per almeno un triennio.

Infine, occorre istituire il Piano Triennale dell’Autonomia Scolastica in sostituzione del ptof (Ds, Collegio e Consiglio di istituto) e il Piano Triennale per l’Organizzazione e la Gestione (Ds, middle management e Consiglio di istituto).

In questo modo si completerebbe il modello dell’autonomia scolastica oggi frammentato, informale e non coerente con la scuola di oggi e dei prossimi anni.

Nel prossimo atto di indirizzo, Signor Ministro, potrebbe lasciare un segno storico per la scuola italiana.

ANCoDiS c’è!

Rosolino Cicero 

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