L’azienda titolare del marchio Smemoranda, storico diario agenda a cavallo tra gli anni ’80 e 90 ha dichiarato fallimento. I fondatori, Gino, Michele e Nico Colonna hanno portato i libri in tribunale nel marzo 2023,  sperando che qualcuno, con la procedura fallimentare, avrebbe ritirato il brand. Ma l’ asta, fissata a gennaio 2024, è andata deserta.

Eppure si tratta di un oggetto quasi immancabile negli zaini di milioni di studenti che, in quegli anni di benessere e solidità economica, affollavano le scuole italiane.

Un diario-agenda giornaliero,  di 16 mesi, che diventava, man mano che le settimane passavano, sempre più ricco non solo di compiti, ma anche di frasi, adesivi, biglietti di concerti e di ogni altra reliquia che gli adolescenti volevano riporvi. Un sacrario della vita dei ragazzi in formato (quasi) tascabile.

Proprio per questo, nel corso degli anni la Smemoranda è diventata presto un cult, posizionandosi ai vertici del mercato di settore.

Le prime crepe nel fulgido modello di business del brand  con la crisi dei materiali cartacei, soprattutto con la diffusione dei tablets e degli smartphone. Successivamente la prassi delle scuole di regalare diari di istituto e (non ultimo) il periodo del Covid hanno dato il colpo di grazia.

La Giochi Preziosi  era intervenuta   facendosi carico delle spese di produzione e distribuzione del diario per tutto il 2023, ma nemmeno questo è servito a salvare la “Smemo”, che lascia un vuoto,  emotivo e non, tra tutti gli ex ragazzi di fine millennio.

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