Scuola e inclusione

Scuola e inclusione. La replica del giornalista Ernesto Galli della Loggia. La gaffe che non ti aspetti, ma rivelatrice di un approccio poco approfondito. Ha dimenticato anche…

Scuola e inclusione. Nuovo articolo di Ernesto Galli della Loggia

Scuola e inclusione. Il tema è stato posto dal giornalista Ernesto Galli della Loggia, subendo (in positivo) l’effetto ampliamento dovuto alla breve trattazione da parte di una penna autorevole.
Oggi il giornalista è tornato sul tema con un articolo più articolato (Corriere della Sera 21 gennaio) del precedente. Il titolo non rientra nel format del clikbait. E’ piuttosto anonimo a bassa intensità emotiva (“Dibattito sulla scuola. La sfida dell’inclusione).
Purtroppo contiene un’inesattezza. Dopo aver letto i vari profili scolastici degli studenti con Bes si legge:” Per ogni classe che si trovi in questa condizione è prevista per gli allievi con disabilità Bes la presenza per un massimo di 18 ore settimanali – il monte ore standard nella scuola- di un cosiddetto “insegnante di sostegno” (ma 18 ore nella medesima  classe sono previste solo se questa ospita un caso molto grave, se no ci si limiterà a un semplice spezzone di tale monte ore)”
Il passaggio riportato denota scarsa conoscenza della normativa scolastica e assoluta mancanza di frequentazione delle aule scolastiche. Infatti non è prevista nessuna copertura con l’insegnante di sostegno. E in caso di una presenza di un diversamente abile, l’insegnante di sostegno può, non deve dedicargli delle ore, ma sempre all’interno della complessità della classe. Quindi nessuno spezzone, come scritto da Ernesto Galli della Loggia.

La dimenticanza delle classi pollaio

Nell’articolo molto lungo, il giornalista associa l’inclusione con la “presenza nella medesima classe, accanto ad altri allievi, dei cosidetti alunni con Bes…“. Il concetto inclusivo implica anche l’integrazione che significa dare attuazione al principio di scuola di tutit e per tutti.
Nella lunga trattazione del giornalista, infine manca ogni riferimento alle classi pollaio, che indubbiamente rendono difficile,se non impossibile ogni attività di personalizzazione. La dimenticanza, però non sorprende. Il giornalista proviene dal mondo accademico (rettore, professore). Quindi non ha alcuna esperienza di aule/classi scolastiche, confermando il carattere di intermediazione (relazione indiretta) dell’articolo con la scuola.

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