Comunicato Stampa

Il rinnovo del contratto 2019/21 sottoscritto in via definitiva la scorsa settimana all’Aran ha portato al personale docente a Ata non solo norme migliorative ma anche qualche soldo in più in busta paga: si tratta di cifre minime, ma poiché non erano previste vanno bene accettate.

Grazie anche all’intervento vincente del sindacato, Anief in testa, il ministro ha de-finalizzato circa 300 milioni di euro, inizialmente destinati al capitolo della formazione del personale, per portarli nelle buste paga dei lavoratori.

La spinta dell’organizzazione sindacale ha prodottoinfatti, aumenti stipendiali medi mensili di 124 euro per i docenti, con un incremento permanente della Retribuzione professionaledei docenti (in media di 13 euro al mese di Rpd), del Compenso individuale accessorio per gli Ata (6 euro mensili di Cia) e anchedell’indennità dei Direttori dei servizi generali e amministrativi(65 euro mensili per i Dsga). Queste cifre, approvate con l’accordo del 14 luglio 2023 e incluso nel Ccnl 2019/21 sottoscritto il 18 gennaio 2024, verranno assegnate nelle prossime settimane.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, evidenzia “quanto sia stata importante la presenza dell’Anief al tavolo di contrattazione all’Aran: le nostre pressioni hanno contribuito, in modo decisivo, nel collocare sugli stipendi del personale scolastico le poche risorse a disposizione. Si tratta di un segnale di riconoscimento importante. La verità è che gli insegnanti e il personale Ata in Italia guadagnano meno degli operai specializzati”.

 

“A rendere gli stipendi ancora più inadeguati – continua Pacifico – ci si è messa anche l’inflazione super dell’ultimo biennio, che siamo riusciti solo in parte a contrastare sbloccando l’indennità di vacanza contrattuale perché l’assegno arrivato a dicembre 2023 a tutto il personale di ruolo con ulteriori aumenti di 5.78% e la quota mensile assegnata ai precari da questo mese sono del tutto inadeguate (mancano 4.000 euro medi a dipendente) e per questo abbiamo presentato ricorso.

Come pure siamo pronti a presentare ricorso qualora Rpd e Cia continueranno a non essere presenti nei cedolini stipendiali dei precari con contratto breve e saltuario”.

Anief ricorda che secondo la Cassazione la Retribuzione professionale del docente, come pure la Cia, “ha natura fissa e continuativa e non è collegato a particolari modalità di svolgimento della prestazione del personale docente ed educativo (cfr. fra le tante Cass. n. 17773/2017)”.

Dello stesso avviso si è detta l’Unione europea, poiché secondo la clausola 4 dell’Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, il docente che stipula un contratto a tempo determinato, anche per pochi giorni, non può essere trattato in modo meno favorevole dei colleghi già immessi in ruolo.

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