L’idea di posticipare l’aggiornamento al 2025 continua a sollevare in queste ore indignazione e preoccupazioni, con il personale ATA che giudica illegittimo lo slittamento delle graduatorie e critica la motivazione delle certificazioni, inchiodando alle proprie responsabilità politica e sindacati.

 

Lo scontro tra Favorevoli e Contrari

Alcuni partiti politici, tra cui proprio Fratelli d’Italia, che tramite i propri emendamenti si è schierato tra i favorevoli allo slittamento, ha suscitato polemiche e critiche, generando anche una sensibile perdita di consenso nel mondo scuola. La promozione di questa posizione da parte del partito ha innescato una serie di reazioni negative, con molti che vedono questa scelta come un passo indietro per la stabilità lavorativa e l’efficienza del sistema educativo.

Anche alcuni sindacati hanno prestato il fianco a questa illogica scelta, come CGIL e CISL, i quali si sono espressi a favore dello slittamento, sostenendo che questo possa offrire una migliore gestione delle certificazioni richieste e garantire un accesso più equo alla Terza Fascia ATA. Tuttavia, anche per i sindacati si paga lo scotto del consenso. Le posizioni espresse nei vari talk-show in streaming sul web hanno creato forte malcontento, tanto da generare astio tra spettatori e ospiti che tante volte hanno dovuto ricercare la difesa dei conduttori vista la sfilza di commenti negativi e a tratti forti di chi commentava.

Non tutti schierati però a favore del nuovo “sol levante”, le posizioni contrarie emergono eccome, come quella della UIL Scuola Rua e del suo Segretario generale Giuseppe D’Aprile già non firmatari del nuovo CCNL e pienamente contrari a questa scelta ingiustificata dello slittamento del nuovo bando.

“Per la UIL Scuola Rua è necessario, coerentemente come già dichiarato in passato, avere tempi dilatati per l’acquisizione del titolo informatico senza, però, creare danno ai lavoratori che, legittimamente, intendono inserirsi per la prima volta, spostare la graduatoria in una provincia diversa o semplicemente aggiornare il proprio punteggio”

Poi c’è Anief che come scherzosamente dichiarato dal suo Presidente Marcello Pacifico, oggi il suo sindacato essendo firmatario del nuovo ccnl “è meno di lotta e più di governo” ma nonostante questo, non condivide la linea proposta, chiedendo a coro, la disponibilità di uno bando con riserve di inserimento titoli, piuttosto che un rilancio al 2025.

Queste due ultime voci sono emerse proprio durante la trasmissione “Ogni Maledetto Lunedì“, proponendo una soluzione che sembra possa accontentare tutti, come quella di consentire a chi è senza le certificazioni richieste di adeguarsi senza subire il peso di un rinvio prolungato nei prossimi 12 mesi, come già deciso per chi era in graduatoria ed aveva già lavorato almeno un giorno.

In questo contesto di dibattito è acceso, l’appello a un confronto costruttivo emerge come elemento cruciale. La necessità di ascoltare le diverse opinioni e cercare soluzioni che tengano conto delle esigenze di tutti è urgente ma sembra che molti siano sordi.

Tra i contrari, non possiamo non inserire quella degli attori protagonisti come gli ATA che esprimono forte dissenso verso il rinvio delle graduatorie di terza fascia, sottolineando che la giustificazione delle certificazioni non regge. Alcuni lavoratori, infatti, non intendono acquisire certificazioni non richieste per il proprio profilo di collaboratori o acquisirne di inutili per l’oggettivo lavoro per cui sono poi chiamati a dare il loro supporto, come la famigerata “Alfabetizzazione digitale” ritenuta inutile dai tanti amministrativi che invece richiedono formazione specifica su software non commerciali che tutti i giorni impegnano le segreterie.

C’è poi il nodo trasferimenti di provincia, situazione gravosa che renderà la vita insostenibile per tanti i quali, dopo anni di distanza dalle proprie radici, avevano finalmente scelto di ritirare all’ovile. Invece, per una scelta politica avvallata da qualche sindacato, si troveranno inevitabilmente a desistere e rimanere per un altro anno bloccati, congelati nel loro posto attuale.

C’è poi chi vuole aggiornare la propria posizione con i nuovi punteggi e le nuove certificazioni o solamente ambire a un passaggio di profilo; anche a questi slittamenti sembrano assurdi. Poi ci sono gli ex organici covid, circa 50.000 unità, che durante il periodo della pandemia hanno sostenuto il sistema e dato il loro apporto e supporto alla scuola, vedendosi però poi messi alla porta al termine dell’emergenza pandemica. Anche a questi lo slittamento li metterebbe ulteriormente all’angolo.

Abbiamo anche il personale Pnrr e Agenda sud, di cui circa 3.800 persone senza un rinnovo contrattuale e senza ora anche la speranza di aggiungere punteggio e senza la speranza di una supplenza adeguata.

Aggiornamento 1ª Fascia

Cosa succederà a questi? Potranno aggiornare? Slitteranno anche loro? Avranno la possibilità di inserimento i nuovi che hanno avuto la fortuna e il merito di aver raggiunto i famigerati 24 mesi? Anche qui le domande sorgono spontanee, attendiamo anche per questi novità precise, anche se siamo più che certi che questi non dovrebbero subire scossoni.

Autore

2 pensiero su “Terza Fascia ATA al 2025: Scontro tra favorevoli e contrari, monta la polemica”
  1. I consiglierei a tutti i tesserati del CISL e CGIL a togliersi la tessera sono favorevoli allo stato e non ai dipendenti che vergogna non ho parole

    1. È davvero vergognoso se teniamo in considerazione tutto sono più i disagi che si verrebbero a creare “senza parlare del mal contento” che i vantaggi. Mi auguro che si possa trovare una soluzione ecqua per tutti altrimenti sarà una catastrofe per tanti. Per privilegiare una piccola percentuale considerando tutto danneggerebbero la maggioranza di noi. NO ALLO SLITTAMENTO

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