Il 27° anniversario dell’assassinio di Ciro Zirpoli è stato commemorato con il progetto scolastico “#InostriStudentiRaccontanoiMartiridellaLegalità”, ideato dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani. La studentessa Giulia Vinci del Liceo Scientifico “Filolao” di Crotone ha reso omaggio a Ciro, narrando gli eventi cruciali legati al suo brutale assassinio.

 

“Ciao, Ciro…” furono le ultime parole che il sedicenne Ciro Zirpoli sentì prima di essere vittima di un spietato omicidio il 26 gennaio 1997. Figlio di Leonardo Zirpoli, affiliato al clan degli Ascione, Ciro visse in un contesto familiare segnato dalla collaborazione di suo padre con la giustizia. La sua visita a Ercolano si trasformò in tragedia quando, tornando a casa nel vico Razzolino, fu sparato alle spalle da due uomini in moto. Si diceva che Ciro avesse mantenuto rapporti con gli Ascione per il traffico di droga, un destino crudele per un giovane che, forse, non comprese appieno la pericolosità della Mafia.

Il CNDDU, promotore del progetto commemorativo, invita studenti e docenti a partecipare inviando i propri elaborati. Il presidente, prof. Romano Pesavento, sottolinea l’importanza di ricordare tragici eventi come quello di Ciro Zirpoli. L’omicidio non solo segnò la fine di una giovane vita, ma evidenziò i danni causati dalla mafia sulla società italiana, minando lo sviluppo economico e sociale e compromettendo la fiducia nelle istituzioni.

La testimonianza di Giulia Vinci mette in luce la tragica realtà di giovani che, cercando di guadagnare, si trovano involontariamente coinvolti in situazioni pericolose. Il CNDDU auspica che quest’iniziativa commemorative contribuisca a sensibilizzare sulla necessità di contrastare la criminalità organizzata e proteggere le future generazioni dai suoi effetti nefasti.

Gli elaborati inviati dagli studenti e dai docenti saranno parte integrante dei contributi del CNDDU, unendo le voci di coloro che desiderano preservare la memoria di Ciro Zirpoli e di tutti coloro che hanno perso la vita in nome della legalità. Per partecipare, è possibile inviare i propri scritti all’indirizzo email: coordinamentodirittiumani@gmail.com.

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