Il gruppo di lavoro del PSI Scuola si è riunito ieri, affrontando temi cruciali che coinvolgono il futuro dell’istruzione pubblica in Italia. Tra gli argomenti discussi, spiccano la regionalizzazione della scuola pubblica e la proposta di legge sulla “cattedra inclusiva”.

Regionalizzazione: No alla Frantumazione dell’Identità Nazionale

L’unanimità del gruppo è stata espressa nella netta contrarietà alla regionalizzazione dell’istruzione pubblica. La proposta è vista come una minaccia alla coesione nazionale, aprendo la strada a una frammentazione simile a quella già in atto nel settore sanitario. I timori sono legati all’eventuale privatizzazione del servizio, con il rischio di accentuare le disuguaglianze sociali all’interno di ciascuna regione.

Cattedra Inclusiva: Una Libertà di Insegnamento a Rischio

Un altro punto su cui il PSI Scuola si è schierato è la contrarietà alla proposta della “cattedra unica”, che obbligerebbe i docenti a coprire la cattedra di sostegno. Questo vincolo è considerato un affronto alla libertà di insegnamento sancita dalla Costituzione, suscitando preoccupazioni riguardo alle dinamiche didattiche e alle esigenze degli studenti con bisogni speciali.

Denuncia Gravi della Segretaria Generale della FlCGIL

Durante la riunione, la Segretaria Generale della FlCGIL ha reso note dichiarazioni gravi e allarmanti. Ha denunciato che, al fine di avviare gli istituti tecnici e professionali a quattro anni, sono state bypassate deliberatamente le decisioni degli organi collegiali. Questo comportamento solleva preoccupazioni sulla trasparenza delle decisioni e sulla regolarità delle adesioni alla filiera tecnico-professionale.

La veridicità di queste affermazioni è stata messa in dubbio, ma la richiesta di un’indagine da parte del PSI Scuola pone il focus sulla necessità di chiarimenti e trasparenza. Si attendono le risposte del Ministro Valditara per fare chiarezza sulla situazione e garantire la corretta applicazione delle decisioni nel sistema educativo italiano.

 

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