Il famoso coro di bambini che anima ogni anno lo Zecchino d’Oro ha dovuto rinunciare a una delle sue canzoni durante il tour in Cina. Si tratta di ‘Forza Gesù’, un brano che esalta la fede cristiana e che è stato ritenuto inopportuno dalle autorità cinesi. La decisione ha suscitato le proteste dell’assessore regionale alla Cultura della Lombardia, che ha difeso il valore artistico e culturale del coro.

 

Che cosa è successo?

Il Coro dello Zecchino d’Oro, noto anche come Piccolo Coro “Mariele Ventre”, è un gruppo di 65 bambini tra i 4 e i 12 anni che ogni anno partecipa allo Zecchino d’Oro, il celebre festival musicale dedicato ai più piccoli. Il coro, fondato nel 1963, ha un repertorio di oltre 600 canzoni, molte delle quali sono diventate dei veri e propri classici per diverse generazioni di italiani.

Nel gennaio del 2024, il coro ha effettuato un tour in Cina, dove si è esibito nelle città di Shanghai e Pechino. Tuttavia, una delle canzoni che faceva parte del programma è stata censurata dalle autorità cinesi. Si tratta di ‘Forza Gesù’, una canzone che parla della fede cristiana e che invita a pregare e a seguire il Vangelo. La canzone, cantata da Simone Deiana alla 53esima edizione dello Zecchino d’Oro nel 2010, è stata considerata incompatibile con il regime comunista cinese, che limita la libertà religiosa e perseguita le minoranze cristiane.

Quali sono state le reazioni?

La censura subita dal Coro dello Zecchino d’Oro ha scatenato le critiche dell’assessore regionale alla Cultura della Lombardia, Francesca Caruso, che ha espresso la sua solidarietà al coro e ha condannato l’atto ostile della Cina. Caruso ha sottolineato che il coro rappresenta un simbolo italiano di piccoli cantori che, attraverso un delicato approccio alla musica, condividono l’esperienza di trasmettere valori universali. Ha inoltre auspicato che si crei un consenso generale a favore della difesa della libertà e che si riconosca il coro come un orgoglio nazionale.

Caruso ha anche invitato a rispettare l’innocenza e l’espressività più pura dei bambini, lasciando il loro talento e la loro gioia nel fare musica. Ha infine offerto la sua ospitalità al coro, dicendo che sono sempre i benvenuti a Palazzo Lombardia, la sede del governo regionale.

Quali sono le prospettive?

La vicenda del Coro dello Zecchino d’Oro ha messo in evidenza il contrasto tra la cultura italiana e quella cinese, in particolare sul tema della libertà religiosa. La Cina, infatti, è uno dei paesi più restrittivi al mondo in materia di diritti umani e di libertà di espressione. Il regime comunista cinese controlla e reprime le attività religiose, soprattutto quelle cristiane, che vengono considerate una minaccia per la stabilità e l’unità del paese. Secondo alcune stime, ci sarebbero circa 100 milioni di cristiani in Cina, di cui solo una parte riconosciuta dallo Stato.

La censura subita dal Coro dello Zecchino d’Oro potrebbe avere delle ripercussioni sulle relazioni tra l’Italia e la Cina, che negli ultimi anni hanno avuto dei momenti di tensione ma anche di collaborazione. L’Italia, infatti, è uno dei paesi europei che ha aderito alla Belt and Road Initiative, il progetto di infrastrutture e commercio promosso dalla Cina. Tuttavia, l’Italia ha anche espresso delle preoccupazioni per le violazioni dei diritti umani e per le pratiche commerciali scorrette della Cina. Il caso del coro potrebbe quindi rappresentare un’occasione per riaffermare i valori della democrazia e della libertà, che sono alla base della cultura italiana.

Qui potete ascoltare la canzone completa

https://youtu.be/qMsij4HKXKY?si=nyQS075dT3q0O4k5

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