Bambini e Web

Bambini e Web. Il profilo di soggetti immersi nella tecnologia. Emerge l’attenzione diseducativa verso di loro e il conseguente aumento dell’insicurezza nella navigazione. La conferma dal  rapporto “Why Children are Unsafe in Cyberspace” del Global Cybersecurity.

Bambini nel Web. Interamente immersi

Bambini e Web. Sociologicamente rappresentano i nati dopo il 2010. A differenza della precedente (generazione Z) essi sono completamente immersi nella dimensione digitale. Sperimentano la realtà aumentata e i prodromi dell’intelligenza artificiale. Il confronto con la  generazione Z, conferma la velocità dei processi di cambiamento, declinati nella determinazione liquida di Bauman. In sintesi, la differenza sta nella completa immersità della generazione Alpha. Per quella precedente esisteva ancora qualche traccia di novità come i social, chat espressioni della dimensione 2.0. Per i bambini questi ambienti rappresentano naturalmente la loro mente aumentata e i dispositivi un prolungamento dei loro arti.

Rapporto”Why children are Unsafe in Cyberspace”

Fatta questa premessa è possibile confermare che il loro trasferimento quasi totale e immersivo non è esente da pericoli e minacce. Lo conferma il  rapporto “Why Children are Unsafe in Cyberspace” del Global Cybersecurity” (2022). “Secondo i risultati del nostro sondaggio, ben il 93% dei bambini dagli 8 ai 17 anni naviga su Internet. Sorprendentemente, quasi tre intervistati su quattro hanno affermato di aver subito almeno una minaccia informatica“. Interessante la puntualizzazione che quest’ultima non si riduce al fenomeno del cyberbullismo. La minaccia è multiforme e si manifeesta in ”

  • Contenuti, inclusa l’esposizione a contenuti illegali e inappropriati per età, marketing incorporato e giochi a distanza online.
  • Contatto, inclusa la persuasione ideologica; sfruttamento (abuso e tratta sessuale, molestie e dipendenza dalla droga); violazione e uso improprio dei dati personali.
  • Condotta, compreso il cyberbullismo e l’effetto sui bambini di un tempo eccessivo davanti allo schermo e del possesso di dispositivi digitali.
  • Consumatore, inclusi rischi di marketing, profilazione commerciale, finanziari e di sicurezza.”

Purtroppo il Rapporto conferma che i bambini non sono portati a coinvolgere i genitori in queste situazioni, confermando la frattura intergenerazionale. “Considerata la gravità delle minacce informatiche e l’elevato numero di bambini che hanno vissuto attività non sicure online, il fatto che solo il 40% circa dei genitori abbia affermato che i propri figli abbiano raccontato loro questo tipo di incidenti è inquietante. Ma forse ancora più preoccupante è il fatto che, quando i genitori si rendono conto che i propri figli ricevono o si imbattono in contenuti indesiderati, spiacevoli e dannosi, le misure adottate sono spesso reattive e mirano a eliminare i contenuti (56%) piuttosto che a denunciarli alla polizia (41). %) o informare le scuole (34%)

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