La firma del nuovo contratto scuola 2019-2021 da poco siglato, testimonia tutta l’inadeguatezza di sindacati e dell’attuale governo, capaci di esultare per un contratto rinnovato in modo inappropriato e già scaduto da due anni.

Se togliamo i tre giorni di permesso retribuito concessi anche al personale precario, che rappresenta l’unica miglioria per i lavoratori, possiamo dire che siamo dinanzi all’ennesimo contratto che non migliora le condizioni dei lavoratori della scuola.

Gli aumenti economici previsti, sono del tutto incapaci di coprire la perdita di potere d’acquisto degli ultimi due anni e l’aumento dell’inflazione.

A poco valgono i piccoli interventi sul congedo di paternità e sul congedo parentale a fronte dell’inserimento dei vincoli sulla mobilità del personale della scuola.

Ricordo infatti che ad oggi i vincoli sulla mobilità erano contenuti solo nei contratti sulla mobilità (trasferimento ed assegnazioni), ora si va ben oltre, si sono spinti fino ad inserirli nel nuovo contratto scuola, con alcune deroghe che però non cambiano la realtà dei fatti.

Per il personale ATA poi sono solo notizie negative, lavoratori come sempre che non hanno alcuna forma di rispetto da parte di chi dovrebbe invece tuutelare e valorizzare la loro figura professionale.

In primis la nuova figura dell’operatore scolastico, una sorta di “super collaboratore ibrido ” che si occuperà dell’assistenza “non specialistica” agli alunni diversamente abili ma anche del supporto ai servizi amministrativi e tecnici, con l’obiettivo evidente di determinare una riduzione sia del personale qualificato delle cooperative che oggi presta assistenza igienico-sanitaria, sia degli assistenti tecnici ed amministrativi.

La valorizzazione dei lavoratori ATA non passa dal creare queste figure intermedie che porteranno solo inevitabili nuove problematiche tra lavoratori, ma dall’aumento sostanziale degli organici e dalla diminuzione dei carichi di lavoro attraverso un mansionario “preciso”, scritto bene , in maniera inquivocabile, che ancora non troviamo in questo contratto e che lascia il personale ATA alla mercé di DSGA e dirigenti scolastici, secondo la loro intrerpretazione.

Ancora una volta insomma, si è persa una occasione, decidendo, per chi lo ha fatto, di sottoscrivere un pessimo contratto, per la prima volta firmato anche dall’Anief che ha finalmente chiarito la sua funzione di sindacato filo governativo, con meno diritti e più vincoli, dentro una scuola in mano totalmente ai dirigenti, fatto di collaboratori, tutor e orientatori, un modello voluto specificatamente per non affrontare alla radice i veri problemi di gestione e funzionamento delle nostre scuole.

Un pensiero su “CCNL 2019/2021: A gioire sono solo i sindacati firmatari di contratto”
  1. Esattamente. Un contratto peggiorativo (soprattutto per gli ATA)che non ha tenuto conto delle richieste, esigenze e problemi dei lavoratori. I sindacati firmatari hanno evidentemente rappresentato loro stessi e non i tesserati.

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