Riceviamo dai DOCENTI PRECARI AFAM e pubblichiamo:

Prima fu il clarinettogate, ciclone che ha investito il Conservatorio di Teramo dopo la schiacciante vittoria del giovanissimo figlio del Direttore al concorso per una cattedra di clarinetto, il tutto finito anche in TV in un servizio su “Le iene” TALENTO O FIGLIO DI PAPÀ? https://www.iene.mediaset.it/video/talento-o-figlio-di-papa_1305113.shtml

Ora scopriamo altre perle generate dall’avvio dei concorsi per il reclutamento di docenti nei conservatori. La prima perla riguarda il concorso di pianoforte al Conservatorio di Pavia: qui, in barba alla normativa ministeriale che esige espressamente che il presidente di commissione sia docente interno al conservatorio dove si svolgono le prove, succede che il designato insegni in tutt’altro Istituto, e che ciò non crei ad alcuno il benché minimo imbarazzo. Per continuare, al conservatorio di Novara la commissione che giudica i candidati al concorso di tromba ha come presidente un docente già in pensione, anche qui con buona pace delle norme ministeriali che non lo consentirebbero. Ne succede un’altra poi al Conservatorio di Nocera Terinese.

Qui a giudicare le prove del concorso di flauto viene chiamato a far da presidente di commissione sì un docente interno, ma non di flauto, come ci si aspetterebbe, ma un giovane docente di pianoforte, fresco di ruolo. Alla notizia della nomina del nostro baldo presidente,  dal cui eccellente curriculum  non risulta egli abbia mai studiato flauto, i candidati flautisti sono rimasti, diciamo così, perplessi: sarebbero stati giudicati da chi quello strumento non l’ha mai preso in mano. Altro piccolo particolare, la cui rilevanza lasciamo al lettore giudicare: il ragazzo (perché di un ragazzo, pur docente di tutto rispetto, stiamo parlando) si è diplomato sotto la guida del già Direttore del conservatorio in questione. E chi ha firmato la nomina a Presidente della commissione di cui stiamo parlando? L’attuale Direttrice, compagna (!) del già Direttore. Designando per quella carica non un flautista ma un pianista, sembra non abbia ella tenuto troppo in considerazione il fatto che il bando di concorso parla espressamente di docente dello stesso strumento o affine. Ma ecco svelato l’escamotage: lo stesso bando parla anche di docente universitario o comunque di comprovata esperienza. Ma esperienza in cosa? Non è specificato. Orbene, sappiamo che il problema delle competenze è punto assai dolente nella pubblica amministrazione e non solo, ma ci chiediamo: il dirigente che ha avuto l’idea dei concorsi, e che sappiamo essere magistralmente dotto in economia, avrebbe mai accettato di buon grado che i suoi lavori fossero giudicati da un laureato in medicina, o in scienze umanistiche? Va bene che la musica non è esattamente nelle sue corde, ma non ci vuol molto a intuire che un pianista che giudica la prova di un flautista è un po’ come un cardiologo che giudica l’operato di un ortopedico.

Lo stesso dirigente, che ha tempestato di circolari i Direttori dei Conservatori, sollecitandoli a non fare melina, a sbrigarsi ad avviare le procedure, chiarendo di volta in volta il come e il quando, non potrebbe fare chiarezza su questo aspetto, e magari tirare le orecchie ai Direttori che decidessero di nominare Presidente di una commissione dai cui voleri dipende il futuro di centinaia di persone, chiunque abbia un diploma di conservatorio, non importa se lavora in un’altra sede, se ha dieci o vent’anni meno degli stessi candidati, se può avere un comprensibile debito di riconoscenza nei confronti del suo ex Maestro e Direttore, ma soprattutto non importa se lo strumento in cui eccelle non ha nulla, ma proprio nulla a che vedere (tranne che si suonano entrambi con due mani) con lo strumento e gli strumentisti le cui prove dovrà anche tecnicamente giudicare. Alla prossima perla…

Riceviamo in merito al comunicato qui sopra pubblicato (a firma DOCENTI PRECARI AFAM) la seguente precisazione dal Direttore del Conservatorio Statale Tchaikovsky di Musica la Dott.ssa Maestro Valentina Currenti che come richiesto integralmente pubblichiamo:

Oggetto: Richiesta pubbliche precisazioni e/o rettifiche articolo “Afam ancora sui concorsi nei conservatori”

L’esponente, nella qualità di Direttore del Conservatorio di Stato con riferimento all’articolo pubblicato in https://www.vocedellascuola.it/2024/01/31/ “Afam ancora sui concorsi nei conservatori”, precisa quanto segue.
Preliminarmente osserva che la nomina del presidente della commissione di flauto, oggetto del predetto articolo, è stata effettuata nella scrupolosa ottemperanza alle previsioni di legge
(DM180/2023) posto che, in assenza di docenti titolari della classe di flauto in organico ed avendo già impegnato altri docenti di classi di fiati (classi affini) per due concorsi, non residuava altra possibilità se non procedere alla nomina, utilizzando un docente di altro strumento.
In ogni caso, precisa che, nei due giorni antecedenti la pubblicazione del predetto articolo, tale designazione era stata modificata, giacché nelle more era stato designato quale presidente della commissione di flauto, un docente di strumento a fiato di ruolo presso l’istituzione.
Rileva ancora che la circostanza che il predetto docente abbia conseguito il diploma sotto la guida dell’allora Direttore, è assolutamente priva di pregio, stante le comprovate doti artistiche e curriculari del nominato docente.
Infine la scrivente ha l’obbligo di segnalare che i rapporti di parentela e/o affinità, rappresentati impropriamente ed improvvidamente e con ingiustificata ridondanza, nel predetto articolo, nulla hanno a che vedere con la correttezza delle operazioni concorsuali che questa Istituzione ha scrupolosamente posto in essere.
Conclusivamente, invita, pertanto, codesta rivista ad astenersi dal porre in essere irragionevoli similitudini tra vicende concorsuali totalmente difformi tra di esse per genesi, operato e definizione delle operazioni, insinuando nei lettori irragionevoli dubbi su contegni inappropriati o addirittura illegittimi in ipotesi poste in essere da questa Istituzione o dalla scrivente personalmente.

 

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