La nostra redazione ha ricevuto una toccante lettera da parte di Rosario, un ATA il cui percorso professionale è fortemente influenzato dagli emendamenti presentati da Lega e Fratelli d’Italia, che propongono lo spostamento del nuovo bando di terza fascia. Rosario condivide con noi la sua storia e le sfide legate a questa proposta, manifestando il desiderio di un incontro con l’On. Sasso della Lega e Bucalo di Fratelli d’Italia per discutere dei possibili impatti sul suo percorso lavorativo.

Noi come redazione ci rendiamo disponibili a dare uno spazio e voce.


È difficile raccontare questo gennaio che volge ormai al termine. Per farlo, ho bisogno di partire dall’ultimo giorno del 2023. Mi trovo al nord, luogo in cui vivo e lavoro da diversi anni. Sto per sedermi a tavola per il cenone. Ho appena telefonato al padrone di casa e dopo il classico “auguri a te e famiglia”, gli comunico in maniera definitiva che a giugno lascerò l’abitazione.

 


È giunto il momento di tornare nella mia Sicilia”, gli ribadisco con un largo sorriso. Del resto la casa è già mezza svuotata, ho impiegato giorni a spedire scatoloni pieni di roba in vista del rientro. Guardo la mia compagna, il pancione cresce. Da qualche settimana abbiamo scoperto di aspettare una bimba e l’idea che possa nascere giù, tra gli affetti delle nostre famiglie, ci riempie il cuore di gioia. Dopo cena organizzo una videochiamata con i miei genitori. Non li vedo dalla scorsa estate, ho perso il conto di quanti Natali e Capodanni non passo insieme a loro ma non importa. Siamo ormai agli sgoccioli, continuo a ripetermi. Vado a letto pensando ancora una volta che questo è stato l’ultimo capodanno lontano dalla mia terra e mi addormento sereno.
Non avevo fatto i conti con la realtà.


A partire dal nuovo anno le mie granitiche certezze hanno cominciato a liquefarsi come neve in agosto. Tutto
è iniziato da uno scricchiolio che giorno dopo giorno si è trasformato in boato: il bando Ata di terza fascia, previsto per la primavera del 2024, potrebbe slittare all’anno successivo.
Cosa?” mi chiedo stupefatto, “non è possibile!”.

Sono anni che presto servizio da precario nelle scuole del nord e ad aprile avrei dovuto aggiornare il mio punteggio per tornare finalmente a casa. “Non è possibile”, ripeto come una cantilena.

Presto si viene a sapere che è stato presentato un emendamento al fine di rinviare il bando al 2025. In poche ore la notizia fa il giro del web e, senza nemmeno capire come, mi ritrovo in un gruppo WhatsApp dove migliaia di precari come me condividono lo stesso sconcerto.

Scopro che la mia storia è la stessa di tanti altri, ma c’è anche di peggio: alcuni avevano già versato la caparra per l’affitto di una nuova casa, certi di potersi trasferire in un’altra provincia, altri attendevano da lunghissimi anni il momento per ricongiungersi con i propri figli, addirittura ci sono giovani che rischiano di mandare all’aria un matrimonio programmato da tempo, al pensiero di dover passare l’ennesimo anno a distanza. Per non parlare di tutti coloro che hanno speso denaro e fatica per acquisire attestati e diplomi in vista del loro primo inserimento in graduatoria. Ma davvero i nostri progetti, i nostri sogni, le nostre speranze rischiano di andare in fumo per colpa di un emendamento che non riusciamo a comprendere?

Onorevoli, qua ci sono in ballo le vite di milioni di lavoratori, pensateci bene alle vostre scelte politiche. Sappiate che le proteste sono confluite in un movimento impetuoso, il comitato “No allo Slittamento”, e io, a nome del comitato, chiedo ufficialmente un incontro con l’Onorevole Sasso e con l’Onorevole Bucalo per esprimere le nostre ragioni che reputiamo assolutamente legittime.

Siamo in tanti, non ignorateci!

Rosario Russo


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Un pensiero su ““I miei sogni appesi a un emendamento” – Lettera di un ATA precario in attesa del nuovo bando – Non ignorateci”
  1. Anch’io nella stessa situazione. Attendevo con ansia l’aggiornamento, dopo anni di supplenze brevi e mal pagate. Mi ripetevo: “dai che questo è l’ultimo anno così”. Con il nuovo punteggio, grazie ai servizi espletati, riuscirei quasi certamente a ottenere una supplenza annuale. E che invece no. Un emendamento assurdo vuole togliermi quello che ritenevo essere un mio diritto inderogabile: il rispetto delle procedure e del bando, in nome di una logica di parte di miope fattezza.

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