Ecco i numeri del Pluralismo educativo, per l’a.s. 23/24, riportando il totale degli allievi in rapporto alle Scuole Statali è pari a 7.067.453 così suddivisi:

– Allievi Scuola dell’Infanzia 787.322

– ⁠Allievi Scuola Primaria 2.212.648

– ⁠Allievi Scuola Secondaria di I Grado 1.533.158

– ⁠Allievi Scuola Secondaria di II Grado 2.534.325

 

Totale Allievi Scuole Paritaria 770.130 così suddivisi:

– Allievi Scuola dell’Infanzia 422.357

– ⁠Allievi Scuola Primaria 153.449

– ⁠Allievi Scuola Secondaria di I Grado 66.716

– ⁠Allievi Scuola Secondaria di II Grado 127.608

“E’ evidente che parlare in Italia oggi di Pluralismo educativo è un eufemismo. Il pluralismo educativo è gravemente compromesso”, Suor Anna Monia Alfieri.

 

“Il Sud del Paese come si evince dalle tabelle è gravemente privato della presenza della scuola paritaria che dopo essersi indebitate per non applicare rette pari ai costi hanno dovuto chiudere- continua Alfieri-. Le scuole paritarie rimaste, sono ad un bivio, applicare rette da 7.000- 7.500 euro tanto è il costo medio studente definito dal Miur o chiudere.

Nel primo caso avremo un sistema scolastico classista, nel secondo caso il monopolio educativo.

Spiace perché ciò avviene solo in Italia, mentre in tutta Europa le famiglie possono scegliere a costo zero (avendo già pagato le tasse) fra una scuola statale e paritaria.

Questo ha effetti benefici sulla qualità della scuola e sulle finanze statali”.

Sull’argomento ha rilasciato dichiarazioni a La voce della Scuola, rileggi l’intervista.

“Non possiamo condannare il Paese al monopolio educativo nel silenzio generale”, Suor Anna Monia Alfieri.

“OGGI in Italia abbiamo solo due possibili interventi per congelare lo stato dell’arte e per rilanciare il pluralismo educativo:

1) Urge un intervento significativo del decisore politico per aiutare le famiglie a pagare le rette;

2) Sarà necessario rifoandare il pluralismo educativo in molte aree del Paese”- conclude l’esperta del mondo scuola, Alfieri.

 

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