Dario Catapano – Segretario provinciale UIL Scuola Rua Modena, solleva una serie di interrogativi sulla mole di compiti affidati ai Collaboratori Scolastici, evidenziando l’importanza spesso sottovalutata della figura del “bidello” nella gestione quotidiana di una scuola.

La riflessione si concentra sulla Scuola dell’Infanzia, sottolineando l’importanza dei collaboratori per assistere i bambini nei momenti cruciali della giornata..

La domanda alla quale cercheremo di rispondere insieme a Catapano oggi ha a che fare proprio con la Scuola dell’Infanzia ed è la seguente: un collaboratore scolastico è tenuto ad effettuare tutte quelle operazioni connesse al momento della “nanna” dei bambini?

In altre parole, il ‘bidello’ è obbligato a provvedere a tutte le operazioni di sollevamento, spostamento e preparazione delle brandine volte a garantire il sonnellino postprandiale dei bimbi?

 

La risposta potrebbe essere negativa e, ciò, per un duplice ordine di motivi:

non esiste alcuna disposizione contrattuale che imponga ai collaboratori scolastici una cosa del genere;

• l’attività pomeridiana del “dormire” non è contemplata nei programmi ministeriali, ma ha a che fare con una mera scelta programmatica dei singoli docenti.

In definitiva, il sonnellino (rilassamento) non è vietato, ma l’organizzazione di tale attività non può ricadere sui collaboratori scolastici che, per contratto e per motivi di sicurezza, non sono tenuti allo spostamento e risistemazione dei lettini.

Emblematica, all’uopo, è una circolare del 2018 del dirigente dell’Istituto “Collodi” di Marano sul Panaro, in provincia di Modena, con la quale si comunicava che i collaboratori non dovessero assolutamente assolvere alla funzione di cui sopra. Nel documento il preside spiegava come “le attività pomeridiane del ‘dormire’ non sono previste nei programmi ministeriali” richiamando anche motivi “igienici e di sicurezza”.

Il dirigente concludeva che “l’attività di posizionamento e risistemazione all’inizio e alla fine della eventuale attività di rilassamento (non dormire) rientra nelle programmazioni individuali delle docenti”, sottolineando che il lavoro di mettere 120 lettini nelle classi dei bimbi “non è contemplato nel mansionario dei collaboratori scolastici e può comportare infortuni”.

Ovviamente, furiose proteste furono sollevate da parte dei genitori che in pochi giorni portarono la questione in Provveditorato.

La soluzione al caso fu poi trovata grazie alla mediazione tra Provincia, sindaca del Comune di Marano sul Panaro e dirigente scolastico, che convennero di affidare ogni pomeriggio lo spostamento dei lettini non al personale della scuola, ma ai volontari di un circolo per anziani.

CONCLUSIONI

Lo spostamento delle brandine resta, ad oggi, una questione ancora aperta galleggiando in una sorta di limbo, come tante materie che campeggiano stabilmente nella zona grigia del complesso sistema normativo che regola il mondo della Scuola.

Se da un lato si è ormai consolidata la prassi (sbagliata!) di ritenere che i collaboratori debbano adempiere a questa mansione, dall’altro bisogna fare i conti anche con famiglie che ripongono nel mondo della scuola tante aspettative che, però, non sempre trovano un fondamento nello strumento contrattuale.

In questi casi, alla soluzione si potrebbe arrivare affermando cinicamente che sui collaboratori non grava alcun obbligo di spostare brandine, non essendo il riposo pomeridiano un’attività rientrante nelle loro mansioni e neppure nei programmi ministeriali.

D’altro canto, però, non si può nemmeno sottovalutare che ad esserne penalizzati sarebbero bimbi di scuola dell’infanzia che dopo il pranzo potrebbero cedere al sonno come naturale bisognofisiologico.

IN MEDIO STAT VIRTUS

È per questo motivo, al fine di evitare futuri e inutili contenziosi,che la strada migliore da percorrere sarebbe quella di riconoscere il maggior carico di lavoro e i rischi per la salute a cui sono sottoposti quotidianamente i Collaboratori Scolastici alla prese con le brandine.

Non è più sufficiente liquidare la questione con la classica pacca sulla spalla o con la generica pretesa (solo verbale) che si tratti di attività rientrante nel mansionario, ciò che serve è un adeguato e dignitoso riconoscimento economico.

 

Dario Catapano – Segretario provinciale UIL Scuola Rua Modena

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