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Esplode la denuncia dell’Anief di due giorni fa sugli stipendi di febbraio gravati da forti conguagli: la scure del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha infatti creato situazioni assurde, fatte di circa un milione di docenti e Ata, oltre il 90 per cento del totale, che andranno a prendere a fine mese tra i 100 e gli 800 euro in meno rispetto a gennaio. L’alta percentuale di importanti tagli stipendiali, accertata dall’associazione dei collaboratori dei ds Ancodis, è dovuta, come scrive oggi La Repubblica, “al conguaglio fiscale di inizio 2024 è un salasso per il mondo della scuola, e mette in difficoltà anche il largo blocco di lavoratori con contratti a tempo indeterminato dopo l’ondata di segnalazioni di supplenti non pagati per mesi”.

 

“È chiarissimo che uno Stato che tiene ai suoi lavoratori non può applicare in un colpo solo la restituzione delle tasse non applicate l’anno passato non certo per colpa dei lavoratori – dice oggi Marcello Pacifico – , quindi il taglio stipendiale andava annunciato e dilazionato applicandolo su più mesi. Ancora di più si va ad infierire sempre sui lavoratori pubblici, soprattutto su quelli della scuola, ai quali si dà ogni mese uno stipendio del 30% in meno rispetto ai colleghi europei e alla media della PA italiana; inoltre, mancano all’appello circa 4.000 euro medi di indennità di vacanza contrattuale per il mancato rinnovo 2022-24, introdotta a dicembre ma parzialmente e che ora stiamo cercando di fare recuperare con diffide e ricorsi ad hoc per i precari. Ecco perché applicare ulteriori aliquote fiscali e conguagli, come accadrà con lo stipendio di febbraio, sa tanto di accanimento”, conclude Pacifico.

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