Docente accoltellata

Docente accoltellata. Altra tristissima vicenda. La marginalizzazione della stampa. L’aumento dei casi  fa calare il buio sulle prospettive.

Docente accoltellata. La vicenda

Docente accoltellata. Altra tristissima vicenda. Entrare (o quasi) in un edificio scolastico non è più sicuro. Uscire sta diventando un augurio, una speranza. In sintesi l’ultima vicenda. “Uno studente di 17 anni è stato arrestato dalla Polizia stamani a Varese con l’accusa di lesioni per aver ferito con una coltellata un’insegnante all’ingresso a scuola. Gli agenti sono intervenuti all’istituto professionale Enaip attorno alle 8 e hanno bloccato il ragazzo che, secondo la prima ricostruzione, avrebbe accoltellato alla schiena l’insegnante con un’arma portata da casa. La docente, di 57 anni, insegna nella scuola che il minore frequenta ed è stata portata all’ospedale di Varese in codice giallo e non in pericolo di vita. La donna sarebbe stata colpita tre volte“.

La marginalizzazione della stampa e altro

Scrivevo qualche giorno fa: “Ancora una volta una persona è stata violata. Il suo spazio fisico che rappresenta la zona sacra di ogni persona è stata ignorata. A questo occorre aggiungere che il preside è un pubblico ufficiale e quindi in quel momento rappresenta la Repubblica italiana. Quindi tutti noi, nessuno escluso”.
Nonostante questo, la stampa nazionale non dà il giusto peso alla tristissima vicenda. Solo due quotidiani nazionali (“La Stampa“, “Libero“) dedicano un titolo non centrale (prima pagina) alla notizia. “Il Messaggero” la inserisce all’interno di un’intervista al Ministro(“Agenti per le scuole a rischio”). Conosciamo quanto sia importante la presenza e il posizionamento nella pagina di apertura di una notizia per l’attribuzione  d’importanza. I bisbigli della stampa sono seguiti dal silenzio della politica (escluso il Ministro Valditara). Occorre tener conto di questo dato, in occasione di dichiarazioni sulla centralità della scuola e sulla  considerazione degli insegnanti.
Preoccupano, inoltre questi dati: “Lo scorso anno sono state in tutto 36. Quest’anno sono già 27. Significa più di un caso a settimana. E sempre più spesso gli autori delle aggressioni non sono gli allievi, ma i genitori (casi in aumento del 111% rispetto allo scorso anno)“. Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni?

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