In discussione in questi giorni al  Senato il ddl 924 bis, risultante dallo stralcio dell’art 3 della proposta di legge 924 sulla filiera tecnologica.

Un disegno di legge particolarmente atteso, il 924 bis perchè  verte sulla “Revisione della disciplina in materia di valutazione del comportamento delle studentesse e degli
studenti”,
aspetto che diventa di stretta attualità visti i numerosi casi di condotta deplorevole che ormai quotidianamente la cronaca registra.

L’iter della riforma è stato avviato il 22 novembre scorso e si trova ora in aula a Palazzo Madama per il voto in Commissione.

Rilevanti gli aspetti sanzionatori, che nell’intento del Legislatore dovrebbero fungere da deterrente rispetto alle azioni di bullismo e comportamento inadeguato nei confronti di insegnanti e compagni di classe. Chi, infatti non raggiungerà almeno i 6/10 nel voto di condotta non potrà essere ammesso alla classe successiva o agli esami di Stato (nel caso di classe terminale) . Ci viene da riflettere però su quel 6/10 :quanti consigli di classe avranno il coraggio di dare un 5/10 in condotta? Il popolo dei genitori si appellerà al TAR come sempre o finalmente accetterà di doversi occupare seriamente dell’educazione dei propri figli?

Nel testo viene anche affrontato il tema dei giorni di sospensione che dovranno essere accompagnati da “attività di  di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate con le istituzioni
scolastiche e individuate nell’ambito degli elenchi predisposti dall’amministrazione periferica del
Ministero dell’istruzione e del merito. Tali attività, se deliberate dal consiglio di classe, possono
proseguire anche dopo il rientro in classe dello studente, secondo princìpi di temporaneità, gradualità e
proporzionalità.”. Un accompagnamento verso l’acquisizione di un senso di responsabilità civica che, evidentemente, viene meno con un basso voto in condotta a seguito di fatti deplorevoli.

Basterà come deterrente?

Negli ultimi giorni abbiamo letto, a Varese, dell’accoltellamento ai danni di un’insegnante che aveva “osato” minacciare di bocciatura il suo aggressore. Il ragazzo avrebbe quindi avuto una condotta aggressiva assolutamente sproporzionata rispetto alla minaccia; i giudici della sezione penale certo si occuperanno di indagare la questione, ma resta l’assoluta sconfitta del sistema educativo di fronte a questi fatti. E soprattutto occorre circoscrivere tutti gli elementi del progetto educativo e formativo degli alunni: non solo scuola, ma anche famiglia e  contesti sociali di riferimento.

Altro aspetto del ddl su cui porre l’accento è l’abolizione, per la scuola primaria dei cosiddetti “livelli” di apprendimento . Infatti, il governo ha posto un emendamento che abroga la parte della legge 41/2020 in cui si dice che gli apprendimenti degli alunni delle classi della scuola primaria sia espressa attraverso un giudizio descrittivo riportato nel Documento di valutazione e riferito a differenti livelli di apprendimento”. Un ritorno al voto, quindi, come a più riprese la sottosegretaria on. Paola Frassinetti e l’on. Bucalo avevano annunciato anche dalle pagine della “Voce della Scuola”.

I lavori di Commissione proseguono in sede consultiva.

DDL S. 924-bis (senato.it)

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