antonio naddeo

Non si smorza la polemica sulla partecipazione della Uil Scuola Rua ai tavoli di contrattazione decentrata dopo il no alla firma del nuovo CCNL.

A tener viva la fiamma della polemica, stavolta, è il parere dell’ ex ministro del lavoro Tiziano Treu che, richiamando il dettato costituzionale e la storia della contrattazione collettiva nella scuola, si esprime in merito alla questione sostenendo la tesi della legittimità della partecipazione del sindacato ai tavoli nonostante la mancata firma, in virtù della firma della parte economica dello stesso contratto risalente allo scorso dicembre.

Il parere viene rilanciato a suon di comunicati stampa e dichiarazioni a mezzo social dalla Uil, che ci tiene a sottolineare come tra gli incarichi ricoperti in passato da Treu figuri anche quello di presidente dell’ ARAN, l’ agenzia che rappresenta la parte pubblica ai tavoli di contrattazione con le organizzazioni sindacali del pubblico impiego.

Sembrerebbe un indubbio punto a favore del sindacato escluso dalle contrattazioni di istituto e dai tavoli integrativi nazionali, a partire da quello alle porte sulla mobilità. Commenta il segretario D’ Aprile “limitare oggi la partecipazione alla contrattazione integrativa, agli occhi di tutte le migliaia di iscritti della UIL, appare come un evidente atto discriminatorio che mina il principio di uguaglianza e uniformità di trattamento”.

Senonché a ridimensionare il “peso” del parere di Treu interviene nella stessa giornata del 9 febbraio, l’ attuale presidente dell’ ARAN, Antonio Naddeo, con un comunicato ufficiale dell’ agenzia che presiede nel quale spiega che si tratta di “un parere legale commissionato dalla Uil allo studio legale Fieldfisher e redatto dal prof. Tiziano Treu, nell’ambito della sua attività libero-professionale”.

Il comunicato, però, non si limita a spiegare che il parere di Treu (per quanto autorevole sia l’ estensore) è un parere su commissione, ma contiene una vera e propria “bacchettata” alla Uil Scuola quando ribadisce che la regola per cui solo i sindacati che sottoscrivono il CCNL partecipano ai tavoli di secondo livello, è una regola stabilita da sempre dagli stessi sindacati firmatari dei vecchi contratti nazionali, Uil Scuola compresa.

Non senza una certa dose di perfidia, Naddeo ricorda “che anche la Uil, in passato, ha condiviso questa interpretazione, come dimostrato quando il sindacato Snals non firmò il Ccnl relativo al triennio 2016-2018”. A cosa fa riferimento il Presidente dell’ ARAN? A quando nel 2018, a fronte della mancata firma del CCNL 2016-2018 da parte dello SNALS, la Uil sostenne anche in tribunale (assieme alla Cisl e alla Cgil) che quel sindacato doveva essere escluso da tutti i tavoli della contrattazione integrativa. Insomma, posizione apparentemente opposta a quella sostenuta ora.

“È mio dovere sottolineare come il ricorso a tecnicismi e cavilli giuridici non faccia altro che alimentare contenziosi che vanno a detrimento dell’efficacia stessa della contrattazione” conclude Naddeo.

Commenta lo scambio di comunicati Reginaldo Palermo di Tecnica della Scuola: “tutto questo significa che, nei prossimi giorni, quando il Ministero aprirà il confronto per il contratto sulla mobilità, la Uil Scuola rimarrà fuori e non potrà sedere al tavolo della trattativa”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *