Il Festival di Sanremo 2024 si è concluso con la vittoria di Angelina Mango, la cantautrice romana che ha conquistato le giurie della sala stampa e delle radio con il suo brano “La noia“, facendo però morire di conseguenza quelli che da sempre nominiamo come il “Festival della canzone popolare italiana” infatti proprio il “popolo” non è stato considerato, venendo estraniato, messo all’angolo o per giunta snobbato, sovvertendo il risultato finale.

Il vero protagonista della kermesse diciamolo è stato Geolier, il rapper napoletano ha stravinto il televoto con il 60% delle preferenze, lasciando gli altri concorrenti a distanze siderali, cosi da portarsi a casa non il leoncino d’oro ma la soddisfazione di aver dato filo da torcere a tutti, subissando anche quella élite musicale che in barba alla volontà del pubblico alla fine ha scelto la Mango.

Geolier, al secolo Emanuele Palumbo, ha portato sul palco dell’Ariston il suo stile rap-trap, influenzato dalla musica napoletana e dalla cultura popolare. Con il suo brano “I p’ me, tu p’ te“,

 

Tuttavia, il successo popolare di Geolier non è stato accompagnato da quello della critica. Le giurie della sala stampa e delle radio, infatti, hanno penalizzato il rapper, assegnandogli voti bassi e relegandolo al secondo posto nella classifica finale (40,3% alla Mango e 25,2% a Geolier).

Una decisione che ha scatenato le polemiche e le proteste dei fan di Geolier, che giustamente hanno accusato le giurie di snobismo e di pregiudizio verso il giovane cantautore, considerato il brano poco adatto al Festival di Sanremo.

Ma Geolier non si è lasciato abbattere dalla sconfitta e ha ringraziato il suo pubblico per il sostegno e l’affetto ricevuti. Ha dichiarato di essere felice di aver partecipato al Festival e di aver portato la sua musica e la sua voce a un pubblico così ampio e diversificato. Ha anche affermato di non aver bisogno di premi o di riconoscimenti per sentirsi un vincitore, ma solo di continuare a fare la sua musica e a raggiungere i suoi obiettivi.

In questo senso, la storia di Geolier può ricordare quella di un altro cantante napoletano, che ha partecipato al Festival di Sanremo nell’ormai lontano 2000 e che ottenne il decimo posto, nonostante il favore del pubblico. Si tratta di Gigi D’Alessio, il popolare cantautore che ha saputo mescolare la canzone napoletana con il pop e il melodico, e che ha conquistato il successo nazionale e internazionale, vendendo milioni di dischi e riempiendo stadi e concerti in tutto il mondo, la sua canzone “Non dirgli mai” ancora riecheggia per radio e stadi

Gigi D’Alessio, infatti, è considerato uno degli artisti italiani più amati e seguiti, non solo in Italia, ma anche in Europa, in America e in Asia. Ha collaborato con grandi nomi della musica italiana e internazionale, come Lucio Dalla, Andrea Bocelli, Eros Ramazzotti, Lara Fabian, Marc Anthony e molti altri. Ha partecipato a diversi programmi televisivi, sia come ospite che come conduttore, e ha recitato anche in alcuni film. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il premio “Napoli, città della musica” e la nomina di “Ambasciatore della musica napoletana nel mondo” nel 2022, vendendo nella sua carriera oltre 20 milioni di dischi, conquistando 1 disco di diamante e più di 100 dischi di platino, oltre numerosi premi tra cui il riconoscimento della NIAF.

Geolier potrà seguire le orme di Gigi D’Alessio e diventare il nuovo idolo della musica napoletana e italiana?

Solo il tempo lo dirà, ma intanto il rapper può contare su una Fan base sempre più ampia e fedele, che lo sostiene e lo incoraggia a continuare il suo percorso artistico, fatto di talento, passione e originalità.

Un altro elemento che ha alimentato le polemiche intorno a Geolier è stato il sospetto di una possibile influenza della camorra sul televoto.

Diciamolo apertamente colpevolizzare un ragazzo di vent’anni con queste accuse è deplorevole e di scarsa qualità, infatti alcuni commentatori e colleghi giornalisti hanno ipotizzato che il rapper avesse ricevuto il sostegno di ambienti criminali, che avrebbero organizzato una massiccia campagna di voto a suo favore, assurdo e bugiarda, infatti questa tesi, non ha trovato alcuna conferma né riscontro, e si basa solo su congetture e pregiudizi nonché sulla voglia di colpire l’intimo probabilmente di questo artista. La cosa che ci ha più spiazzato però, oltre alle prove sono mancate anche le scuse che almeno per onestà intellettuale dovevano arrivare…

Anche in questo caso, Geolier può essere paragonato a Gigi D’Alessio, che nel 2000 fu accusato anche lui di aver beneficiato del voto di camorra, anche in quel caso non ci furono né risconti e ne scuse ma solo il risultato di un grande successo nonostante queste cattiverie, che auguriamo vivamente anche ad Emanuele.

Quindi, Geolier, come Gigi D’Alessio, ha dimostrato di non avere nulla a che fare con la camorra, e di essere un artista indipendente e onesto, che si è fatto strada con la sua musica e il suo talento.

Entrambi hanno rappresentato la Napoli positiva e creativa, che non si arrende alla violenza e alla corruzione, ma che cerca di cambiare le cose con la cultura e l’arte.

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