La mobilità dei docenti per l’anno scolastico 2024/25 è ancora un tema caldo e controverso, che riguarda migliaia di insegnanti che vorrebbero cambiare scuola o provincia. Il punto di Libero Tassella, esperto di diritto scolastico e sindacale, fa chiarezza sui vincoli triennali e sulle deroghe previste dalla normativa vigente.

 

Chi sono i docenti vincolati?

I docenti vincolati sono quelli che non possono presentare domanda di trasferimento o di passaggio di cattedra o di ruolo per tre anni consecutivi, a partire dall’anno in cui hanno ottenuto un movimento con preferenza analitica o sintetica, sia nella fase comunale, provinciale o interprovinciale.

Tra i docenti vincolati ci sono anche quelli che sono stati immessi in ruolo lo scorso anno dalle graduatorie dei concorsi o dalle GAE, con decorrenza giuridica ed economica 2023/24. Per questi docenti, la norma non prevede la possibilità di produrre domanda di trasferimento per il 24/25, 25/26 e 26/27, salvo alcune eccezioni.

Infine, sono vincolati anche i docenti assunti quest’anno dalle GPS di prima fascia sostegno su posto di sostegno e i docenti assunti dal concorso straordinario bis, che hanno stipulato un contratto a tempo determinato al 31 agosto 2024.

Quali sono le deroghe ai vincoli?

Le deroghe ai vincoli triennali sono state introdotte dal CCNL 19/21 e riguardano i docenti che sono genitori di figli fino a 12 anni o che assistono disabili o sono disabili essi stessi (ex art. 21). Questi docenti possono presentare domanda di trasferimento o di passaggio anche se vincolati, purché abbiano superato l’anno di prova.

Inoltre, il contratto integrativo, su cui a breve i sindacati dovranno essere convocati al MIM, stabilirà nuove deroghe sui vincoli, che dovranno recepire quelle previste dal CCNL 19/21 e che riguarderanno non solo i docenti neoimmessi in ruolo ma anche tutti gli altri docenti già vincolati.

Cosa possono fare i docenti vincolati che vogliono cambiare scuola?

I docenti vincolati che vogliono cambiare scuola possono presentare domanda di assegnazione provvisoria, che è un’assegnazione temporanea per un anno scolastico, senza perdere il posto di titolarità. L’assegnazione provvisoria può essere provinciale o interprovinciale, a seconda dei casi.

I docenti neoimmessi in ruolo, tranne quelli che rientrano nelle deroghe, possono presentare domanda di assegnazione provvisoria solo per scuole della stessa provincia in cui sono titolari, mentre per loro non è prevista l’assegnazione provvisoria interprovinciale.

I docenti vincolati, tranne i neoimmessi in ruolo, possono presentare domanda di assegnazione provvisoria provinciale e interprovinciale, sia che a maggio abbiano ottenuto sia che non abbiano ottenuto il trasferimento.

Quali sono le prospettive future?

La questione dei vincoli triennali nella mobilità dei docenti è stata oggetto di un emendamento presentato dalla Lega al DL Milleproroghe, che proponeva di prorogare al 2025/26 l’entrata in vigore dei vincoli per i neoimmessi in ruolo. Tuttavia, l’emendamento non è passato in Commissione, anche perché il 9 febbraio non c’è stato il parere favorevole dell’Europa, che aveva richiesto l’introduzione dei vincoli nella mobilità dei docenti nel PNRR, il piano di ripresa e resilienza presentato dall’ex Ministro Bianchi (Governo Draghi).

Pertanto, i vincoli triennali restano in vigore per il 24/25, salvo eventuali novità che potrebbero emergere dal contratto integrativo o da altri provvedimenti legislativi. I docenti interessati alla mobilità dovranno quindi tenere conto dei vincoli e delle deroghe, e valutare le opportunità offerte dall’assegnazione provvisoria.

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