Ciclo di lezioni proposto dal Learning Sciences institute sul ruolo della musica in ambito scolastico come facilitatore per l’apprendimento e  per la partecipazione degli allievi con disabilità e con disturbi specifici dell’apprendimento

Il Learning Sciences institute, guidato dalla professoressa Giusi Antonia Toto,  presenta un seminario di studio incentrato sul binomio musica e inclusione che si terrà nelle date 20-21/02/2024 presso il DISTUM.

L’obiettivo è far acquisire, a musicisti e non solo, nozioni teoriche ed operative spendibili in contesti educativi e didattici eterogenei. Rispondere alle esigenze formative di tutti gli studenti e ai bisogni educativi speciali risulta necessario per assicurare qualità e successo al percorso scolastico.

Il seminario intende dimostrare, attraverso lezioni e laboratori di esperti, che l’utilizzo in ambito scolastico di tecniche di musicoterapia non significa solo far leva sul suono per familiarizzare con una disabilità o con un deficit, ma anche escogitare attività didattiche che ottimizzino l’ascolto e il linguaggio non verbale. La ricerca evidenzia come il lavoro con le sonorità, attraverso la musica, abbia lo scopo di attivare una didattica metacognitiva in cui prendono corpo contesti comunicativi inclusivi.

“La fruttuosa cooperazione tra le diverse figure coinvolte e l’effettiva fruizione di questa sinergia da parte degli studenti condurrà a una maggiore consapevolezza culturale in merito alla triade educazione-musica-inclusione. La musica è caratterizzata da elementi minimali che, tramite la connessione di ritmi e suoni, generano e producono ricadute educative ed inclusive», dichiara la prof.ssa Giusi Antonia Toto.

Il network neuronale dell’abilità linguistica, ad esempio, è strettamente connesso con il network delle abilità musicali. Le capacità percettive in ambito musicale risultano predittive delle abilità di lettura in età scolare e correlano con la consapevolezza fonologica, con le abilità di lettura e con l’apprendimento di una seconda lingua. La musica è, pertanto, considerata un neuroprotettore del linguaggio in quanto attiva diverse aree del nostro cervello che devono lavorare di concerto per integrare i vari stati del suono nello spazio e nel tempo.

Molteplici possono essere, ad esempio, gli obiettivi dell’utilizzo del gioco musicale, come motivare l’esercizio sistematico e sviluppare le prassie e la motricità fine. Ma non solo: la musica stimola anche la motivazione e la collaborazione. Le neuroscienze spiegano che le attività musicali in gruppo stimolano la produzione di ossitocina, migliorando anche le relazioni sociali e, di conseguenza, l’inclusione di tutti gli studenti.

Diversi esperti del settore interverranno durante le due giornate: il prof. Giuseppe Sellari terrà una lezione intitolata “La Musica, la Voce e il Canto: i presupposti per un’educazione estetica e inclusiva”; il prof. Andrea Gargiulo terrà il “Laboratorio di musica d’insieme, tra neuroscienze e el sistema Abreu”; il prof. Stefano De Florio introdurrà una lezione di “Musicaterapia ed interventi nel contesto educativo”; il prof. Pietro Gallo terrà una lezione di “Didattica della musica con le tecnologie digitali con esempi di videoscrittura musicale ed editoria musicale informatizzata”; la prof.ssa Mara Lacchè terrà la lezione “L’estetica musicale e il tema dell’inclusione dal XX secolo ai nostri giorni”; la prof.ssa Augusta Dall’Arche terrà la lezione “Improvvisazione musicale e diversabilità”; la prof.ssa Anna Guerriero introdurrà il “Laboratorio di Biodanza Siamo tutti speciali”; la prof.ssa Alice Mado Proverbio terrà la lezione “Neuroscienze cognitive della Musica: L’impatto dell’educazione musicale sul neurosviluppo”.

Per maggiori informazioni, rivolgersi al team learningsciencesinstitute@unifg.it  

 

 

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