Il prossimo sabato 20 febbraio si aprirà il tavolo di contrattazione tra il Ministero dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali della scuola per definire le modalità e i criteri della mobilità del personale docente, e ATA per l’anno scolastico 2024/2025.

 

La mobilità è regolata dal Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI), che deve essere stipulato ogni anno tra le parti, in base al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) 2019/2021, sottoscritto da tutti i sindacati della scuola tranne la Uil scuola Rua, che non ha aderito al rinnovo contrattuale.

La convocazione al Ministero è prevista per le ore 14 e vedrà la partecipazione di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, che rappresentano la maggioranza dei lavoratori della scuola. Secondo quanto anticipato dai sindacati, la contrattazione dovrebbe essere molto rapida, in quanto le novità introdotte dal CCNL 19/21 sono già state recepite dal CCNI dell’anno scorso, che ha regolato la mobilità 2023/2024.

Tra le principali novità, ricordiamo la possibilità di chiedere il trasferimento anche per i docenti di ruolo con meno di tre anni di servizio, la priorità per i docenti con figli minori o coniuge disabile, la possibilità di presentare domanda di mobilità anche per i docenti inidonei per motivi di salute, la possibilità di chiedere il passaggio di ruolo tra le diverse classi di concorso, la possibilità di chiedere il passaggio di cattedra tra le diverse tipologie di scuola (infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado).

I sindacati hanno anche annunciato che le domande di mobilità potrebbero essere presentate entro la seconda decade di marzo, tramite la piattaforma online Istanze Online, accessibile dal sito del Ministero.

I docenti interessati alla mobilità dovranno quindi preparare la documentazione necessaria e indicare le preferenze territoriali e scolastiche, secondo le modalità e i termini che saranno stabiliti dal CCNI.

La mobilità è un momento molto importante e delicato per i lavoratori della scuola, che ogni anno devono affrontare le difficoltà e le incertezze legate al proprio destino professionale e personale.

Si tratta di un diritto fondamentale, sancito dalla Costituzione e dalla normativa europea, che tutela la libertà di scelta e la possibilità di conciliare le esigenze lavorative con quelle familiari e personali.

Speriamo che le trattative tra sindacati e Ministero possano portare a una soluzione equa e soddisfacente per tutti i lavoratori della scuola, che svolgono un ruolo essenziale per la formazione e la crescita delle nuove generazioni. Vi terremo aggiornati sull’evolversi della contrattazione e sui risultati della mobilità 24/25.

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