Il dimensionmento scolastico

Come funziona la mobilità scuola 2024/25? Quali sono le modalità, i requisiti e le date di presentazione delle domande? Vediamolo insieme in questo speciale giornalistico.

Chi può partecipare alla mobilità scuola 2024/25?

La mobilità scuola 2024/25 riguarda il personale assunto a tempo indeterminato nelle seguenti categorie:

  • Personale docente di ogni ordine e grado, compresi i docenti di religione cattolica e i docenti di sostegno;
  • Personale educativo, che opera nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole secondarie di primo grado;
  • Personale ATA, ovvero amministrativo, tecnico e ausiliario, che svolge funzioni di segreteria, laboratorio, assistenza, vigilanza e pulizia.

Non possono partecipare alla mobilità scuola 2024/25 il personale assunto a tempo determinato, il personale in prova e il personale che ha ottenuto la mobilità volontaria per richiesta puntuale di scuola nell’anno scolastico 2023/24. Quest’ultimo, infatti, è soggetto al vincolo triennale di permanenza nella sede assegnata, salvo alcune deroghe previste dal contratto scuola.

Come presentare domanda di mobilità scuola 2024/25?

La domanda di mobilità scuola 2024/25 va presentata esclusivamente in modalità telematica, tramite il sistema Polis o il sistema Istanze Online, a seconda della categoria di appartenenza. La domanda deve contenere le seguenti informazioni:

  • I dati anagrafici e di servizio del richiedente;
  • Il tipo di mobilità richiesta (territoriale, professionale, ecc.);
  • Le preferenze espresse in ordine di priorità, che possono riguardare province, comuni, distretti, ambiti territoriali, scuole, classi di concorso o profili professionali;
  • Le eventuali dichiarazioni relative a situazioni particolari, quali il ricongiungimento familiare, la disabilità, la condizione di caregiver, ecc.

La domanda di mobilità scuola 2024/25 deve essere presentata entro i seguenti termini:

  • Personale docente: dal 26 febbraio 2024 al 16 marzo 2024;
  • Docenti di religione cattolica: dal 21 marzo 2024 al 17 aprile 2024 (modalità cartacea);
  • Personale educativo: dal 28 febbraio 2024 al 19 marzo 2024;
  • ATA: dall’8 marzo 2024 al 25 marzo 2024.

Come avviene l’assegnazione delle sedi?

L’assegnazione delle sedi di servizio avviene in base a criteri di merito e di anzianità, secondo le seguenti modalità:

  • Per la mobilità territoriale, si applica il punteggio nazionale, che tiene conto dei titoli di servizio, dei titoli culturali e professionali, delle situazioni particolari e delle preferenze espresse;
  • Per la mobilità professionale, si applica il punteggio provinciale, che tiene conto dei titoli di servizio, dei titoli culturali e professionali, delle situazioni particolari e delle preferenze espresse;

L’assegnazione delle sedi avviene in base all’ordine di graduatoria e alla disponibilità dei posti. In caso di parità di punteggio, prevale il candidato più anziano di età.

Quando saranno pubblicati gli esiti della mobilità scuola 2024/25?

Gli esiti della mobilità scuola 2024/25 saranno pubblicati dalle singole istituzioni scolastiche e dalle direzioni regionali dell’istruzione, secondo il seguente calendario:

  • Per la mobilità territoriale e professionale del personale docente e educativo, gli esiti saranno pubblicati entro la metà di maggio 2024;
  • Per la mobilità del personale ATA, gli esiti saranno pubblicati entro la fine di maggio o gli inizi di giugno 2024;
  • Per la mobilità dei docenti di religione, degli aspiranti alla ricostruzione della carriera e al passaggio di ruolo, gli esiti saranno pubblicati entro la fine di maggio 2024.

I candidati che hanno ottenuto la mobilità dovranno accettare la sede assegnata entro i termini stabiliti dall’ordinanza ministeriale. In caso di mancata accettazione, si intende rinunciato il beneficio della mobilità.

Analisi e Prospettive

In base alle disposizioni del CCNI 2022/25, le operazioni di mobilità nella scuola italiana si sviluppano in tre fasi ben definite, delineando un intricato percorso per i docenti che desiderano trasferirsi.

La prima fase, a carattere comunale, contempla trasferimenti tra scuole dello stesso comune, mentre la seconda fase, di natura provinciale, coinvolge gli spostamenti tra scuole o comuni della medesima provincia. La terza fase, cruciale per i movimenti interprovinciali e i passaggi di ruolo/cattedra, rappresenta il punto culminante di questo processo delicato.

È da sottolineare che i trasferimenti comunali e provinciali avvengono sulla totalità dei posti disponibili, garantendo una redistribuzione equa dei docenti all’interno delle circoscrizioni locali.

Al termine della seconda fase, il 50% dei posti disponibili si apre ai movimenti della terza fase, distribuendosi secondo precise percentuali: il 25% per i trasferimenti interprovinciali e altrettanto per la mobilità professionale, sia a livello provinciale che interprovinciale.

Le suddette aliquote valgono integralmente se non è necessario sistemare soprannumero provinciale, prendendo in considerazione le diverse tipologie di posto (comune/sostegno). La ripartizione dei posti tra la terza fase della mobilità e le immissioni in ruolo segue un criterio di equità, assegnando eventuali posti dispari, ad anni alterni, alle assunzioni in ruolo o alle operazioni di mobilità. Per l’anno scolastico 2024/2025, eventuali posti dispari sono destinati alle immissioni in ruolo.

Per i trasferimenti da posto di sostegno a posto comune nella scuola secondaria, i docenti titolari possono presentare domanda solo se in possesso del titolo di abilitazione all’insegnamento su posto comune, una volta adempiuti gli obblighi di permanenza. I trasferimenti a domanda nella provincia di titolarità da posto sostegno a posto comune sono contingentati in base all’ordine dei movimenti e alle aliquote stabilite dal CCNI 2022, riservando il 50% dei posti disponibili per l’a.s. 2024/25 a tali movimenti.

Inoltre, sono previste deroghe che permetteranno ai neoassunti del 2023/24 di presentare la domanda di mobilità, anche se vincolati. L’Ordinanza offre la possibilità di ulteriore attenuazione dei vincoli.

Guardando ai dati dei trasferimenti del 2023/24, resi noti da Italia Oggi, emerge che su 82.282 domande di mobilità, ne sono state accolte 44.819. La scuola primaria e quella di primo grado hanno registrato percentuali più elevate di soddisfazione (55,5% e 52,5% rispettivamente), rispetto alla scuola dell’infanzia (54,8%) e la secondaria di secondo grado (47%). A livello territoriale, 12.928 docenti hanno ottenuto il trasferimento in un’altra provincia e 6.766 in un’altra regione, mettendo in evidenza la complessità dell’aderenza tra posti disponibili e richieste di trasferimento. In alcuni casi, l’intreccio tra posti disponibili in una provincia e il numero di docenti richiedenti il trasferimento non ha raggiunto una coincidenza totale, evidenziando la sfida nell’armonizzare le esigenze del personale con le possibilità di spostamento offerte dal sistema. La Mobilità 2024 si prospetta dunque come un’opportunità cruciale per coloro che aspirano a nuove destinazioni professionali, con la speranza di un processo più fluido e rispondente alle reali necessità della comunità scolastica.

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