“Il Giudice del Lavoro stabilisce il rimborso per gli insegnanti precari e condanna il Ministero dell’Istruzione”

Una recente sentenza del Tribunale di Verona ha messo fine ai dubbi sulla restituzione dei 500 euro annui, più interessi, ai docenti precari con supplenze fino al termine delle lezioni, fissato al 30 giugno o al 31 agosto. Il giudice del lavoro, nell’accogliere il ricorso presentato da un insegnante con il supporto legale di Anief, ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito a risarcire con 1.000 euro l’insegnante in questione, riconoscendo il diritto al beneficio economico della Carta Elettronica del Docente.

La sentenza del tribunale veronese specifica che l’importo di 500 euro deve essere maggiorato degli interessi o della rivalutazione, secondo i criteri dettati dall’art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all’accredito sino alla concreta attribuzione. Questa decisione stabilisce un precedente significativo per tutti i docenti precari che hanno fatto ricorso in situazioni simili.

Il giudice del lavoro si è anche riferito a pareri favorevoli ai precari provenienti dal Consiglio di Stato e dalla Corte di Giustizia europea, indicando che il diritto alla Carta del Docente spetta ai docenti non di ruolo che ricevono incarichi annuali o per docenza fino alle date di termine delle attività didattiche.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha sottolineato l’importanza di questa sentenza, affermando che presentare un ricorso gratuito con Anief per recuperare fino a 3.000 euro diventa un’opportunità irripetibile. Questo non solo per ottenere giustizia, ma anche per recuperare somme utili all’aggiornamento professionale, che avrebbero dovuto essere assegnate per diritto.

In conclusione, la sentenza del Tribunale di Verona rappresenta una vittoria per i precari, offrendo una base legale solida per il rimborso e stabilendo chiaramente il diritto al beneficio economico della Carta del Docente. La decisione del giudice del lavoro potrebbe influenzare positivamente altre cause simili, fornendo agli insegnanti precari una prospettiva di tutela legale nel reclamo dei propri diritti.

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