Disegnare è un’attività fondamentale per i bambini, con innumerevoli benefici a livello emotivo, sensoriale, psicomotorio, relazionale e sociale. Il disegno, in particolare, permette ai bambini di sviluppare la propria creatività e immaginazione, di migliorare le capacità di osservazione e di analisi, di favorire la concentrazione e la perseveranza, di implementare le capacità grafomotorie, ma non solo! In questa intervista, ecco alcuni dei motivi significativi per cui è importante incoraggiare i bambini a disegnare. Ne parliamo con Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, componente dell’International Psychoanalytical Association

Dott.ssa Lucattini, parliamo dell’importanza del disegno nei bambini: dai primissimi segni e scarabocchi alle figure umane, quali sono i principali benefici psicologici a Suo avviso, che i bambini ottengono dall’atto del disegno?

Attraverso il disegno, la creatività trova una via di espressione che nei bambini va ben oltre la mera manifestazione stilistica. Essa insegna loro a manifestare le loro emozioni più profonde, alimenta la passione per l’espressività artistica, promuove la pazienza, affina la precisione e le abilità manuali. Il disegno infantile è una via privilegiata d’espressione dell’inconscio anche perché visivo, tattile, olfattivo, sensoriale, è una finestra sulle emozioni e sui pensieri, uno strumento specifico di sviluppo e di espressione del pensiero che precede il linguaggio e la comunicazione verbale.

Cosa rappresenta il disegno per i bambini? 

Dal punto di vista dei bambini, il disegno è una la manifestazione tangibile del loro mondo interno, delle loro fantasie e una rappresentazione delle loro esperienze interiori e della loro vita quotidiana. Inoltre, il processo del disegnare offre ai bambini l’opportunità di confrontare l’immagine mentale con il risultato finale sul foglio, facilitando così l’espressione e l’elaborazione dei loro vissuti, delle emozioni e dei sentimenti, naturalmente è fondamentale la presenza di un adulto, i genitori, i nonni o un insegnante che sia attento, paziente e che interagisca amorevolmente col bambino, giocando e divertendosi insieme. La gioia e la soddisfazione del “fare insieme” restano come sicurezza personale e fonte di piacere per tutta la vita. 

Quali sono in particolare, le fasi di sviluppo del disegno dei bambini considerando le varie fasce d’età?

 Come anche altre aree psicologiche, anche lo sviluppo delle abilità di disegno oscilla ed è fluido ovvero ogni bambino lo raggiunge secondo i propri tempi di sviluppo personali che s’intersecano con le relazioni con le primarie (genitori, zii e nonni) e gli stimoli ambientali. È però possibile delineare delle tappe di sviluppo:

A circa 12 mesi di età, i bambini possono lasciare un segno sulla carta lungo circa un pollice. A 15-18 mesi disegnano scarabocchi e linee con movimenti motori incontrollati. L’età di 2 anni è l’inizio dello scarabocchio controllato. I bambini possono disegnare linee e tratti circolari, possono intersecare le linee, ma non intenzionalmente. A questa età, i bambini comprendono che i loro movimenti sono in grado di lasciare segni sulla carta. Il disegno avviene attraverso il movimento del gomito e l’utilizzo di tutta la mano. I bambini di 3 anni sono in grado di creare semplici cerchi, croci, punti, anelli e talvolta, quadrati mal formati. Il loro disegno di una persona ricorda un girino, con una grande testa e gambe fluttuanti, in questa fase vengono aggiunti pochissimi dettagli. Sono in grado di descrivere il loro disegno, anche se per l’adulto non è riconoscibile, poichè sono una rappresentazione di un loro pensiero o idea ed hanno un significato. La coordinazione psiche-occhio-mano è ancora in via di sviluppo in questo particolare stadio del loro sviluppo e crescita a livello simbolico, razionale e cognitivo.

Entro i 4 anni, iniziano a creare modelli e ad attribuire significato alle loro opere d’arte. Sono in grado di creare cerchi e quadrati e tentare un triangolo, anche se di solito mal formato. Da questo momento, iniziano anche le abilità di pre-scrittura. Il disegno di una persona ha alcuni dettagli come braccia, occhi e dita. In questa fase alcuni bambini iniziano a tratteggiare un tronco.

A 5 anni, il disegno ha un certo realismo e dettagli, i personaggi possono avere capelli, orecchie, dita e vestiti. Cominciano a essere in grado di disegnare altri oggetti familiari come case, cavalli, cani, camion e arcobaleni. Usano il colore per rappresentare determinate caratteristiche. Una particolarità interessante è che i bambini spesso si posizionano in grande e al centro del loro disegno, poiché in questa fase sono egocentrici.

Età 6-7 anni iniziano a sviluppare uno stile di disegno più personale. Le loro forme e rappresentazioni sono definite più chiaramente, cominciano a disegnare le cose in prospettiva e i colori sono più realistici. A quest’età i bambini tendono a disegnare ciò che hanno imparato e quello a cui sono interessati.

Dai 7 ai 12 i disegni iniziano ad avere progetto e sviluppano uno stile artistico, alcuni studenti possono già eccellere nel disegno ma tutti, se ben guidati, possono avere dei buoni risultati ed essere soddisfatti dei propri disegni.

Il disegno può aiutare i bambini a esprimere emozioni che potrebbero essere difficili da comunicare a parole?

Certamente, anche un breve accenno grafico sul foglio, può dare un’idea del processo psichico manifestato nel disegno o illustrare proprio un pensiero o un’associazione d’idee. Ad esempio, ha un utilizzo di particolare importanza nei bambini con disturbi della comunicazione verbale, con disturbi del linguaggio e nelle sindromi dello spettro autistico, dove può fungere da strumento di comunicazione estremamente utile e vitale. Il disegno può creare un ponte tra il bambino e i genitori, e in generale col mondo esterno, facilitando la comunicazione e l’interazione, attivando al contempo, il piacere dello stare e del fare insieme. L’attività motoria, l’uso delle matite o degli acquarelli, è piacevole per i bambini, incanala le loro emozioni, li diverte e li tranquillizza. Se sono tristi o dispiaciuti per qualcosa, fa recuperare un buon umore e rinnova la loro vivacità interiore.

Qual è, in particolare, il ruolo dell’arte del dipingere, nel facilitare la comprensione del mondo interno dei bambini? 

La pittura solitamente gioca un ruolo molto importante nei casi di bambini che soffrano per traumi o di disturbi emotivi durante la fase di counseling e valutazione psicoanalitica, sia nell’analisi del bambino in cui il disegno è uno strumento molto efficace di comunicazione e uno strumento utilizzato dall’analista infantile, nella terapia stessa. In queste situazioni, il disegno è un modo per i bambini, per esprimere il loro tumulto interiore, inoltre, l’atto stesso del disegno trasmette informazioni importanti. Il professionista, utilizzando la tecnica dell’osservazione, è in grado di analizzare come il bambino si esprime e tradurlo con parole semplici ma mirate per rendere il bambino consapevole dei propri mori d’animo, dei propri pensieri, facendolo sentire capito. Questo, perché la personalità del bambino si rifletterà in diversi aspetti: i suoi movimenti, la sua capacità di attenzione, i suoi tratti sulla carta, il modo in cui dispone le figure, i materiali che sceglie, i colori che usa, ecc.

L’ambiente rilassato incoraggia i bambini a realizzare le proprie fantasie esprimendosi creativamente. In alternativa, se lo psicologo ha bisogno di approfondire qualcosa in particolare, potrebbe suggerire al bambino un argomento specifico.

I bambini esposti a stress elevato o a situazioni traumatiche riversano la loro angoscia nei loro disegni. In questi disegni descrivono per immagini ciò che hanno vissuto. I disegni possono essere anche molto espliciti, dipende dell’età e dal livello maturativo del bambino. Durante le sedute, il bambino è sempre il protagonista del disegno. Quando un bambino disegna si possono capire molte cose sul suo sviluppo psicologico, come ad esempio sulla sua capacità di attenzione e concentrazione, la crescita emotiva, il tipo di attaccamento, i suoi bisogni e i suoi desideri in fieri.

Per i bambini che presentano difficoltà nell’uso di strumenti grafici, quali suggerimenti e approcci consiglierebbe per incoraggiarli a migliorare?

La creatività che si esprime attraverso il disegno può influenzare positivamente anche altri aspetti della vita del bambino, come la pazienza, la capacità di precisione e la manualità, soprattutto la motricità fine.  Le capacità motorie fini sono i movimenti piccoli e precisi che facciamo con le dita delle mani e che implicano una complessa coordinazione di muscoli, articolazioni, sensibilità tattile, guidate dalla mente e coordinate dal cervello. Quando si pensa alle capacità motorie fini, si pensa principalmente ai movimenti della mano, del polso e delle dita, come ad esempio tenere un oggetto tra indice e pollice. Ma è anche possibile fare movimenti delicati con il piede, la caviglia e le dita dei piedi, che sono utilizzati nella psicomotricità e nell’euritmia terapeutica per migliorare le capacità di coordinazione motoria e vocale dei bambini.

A tutti i bambini in generale ma in particolare in chi manifesta alcune difficoltà nell’utilizzo degli strumenti grafici, come ad esempio stringere correttamente matite colorate, pennelli, lapis, penne e pennarelli, è consigliata un’impostazione precoce, fin dai 2-3 anni, attraverso l’utilizzo di matite e pennelli con impugnatura ergonomica, facile e non faticosa. L’uso dei vari tipi di impugnature che facilitino la giusta presa e indirizzino correttamente il movimento della mano, sono importanti per orientare e abituare i bambini verso una presa corretta, con delicatezza e senza creare pressione emotiva, facilitando così il loro processo di apprendimento del disegno ed espandendo le loro capacità espressive. Il migliore metodo per apprendere è giocando, dal momento che il gioco rappresenta l’attività principale e abituale attraverso cui i bambini apprendono con piacere, crescono e maturano divertendosi. 

Quando preoccuparsi dei disegni dei bambini? 

Possiamo indicare tre situazioni tipo, consapevoli di non esaurire tutte le situazioni possibili.

La prima, quando il bambino manifesta delle difficoltà grafiche palesi già a 3-4 anni di età, anche se la diagnosi di disgrafia può essere fatta solo alla fine della seconda elementare, quando si rende necessaria una valutazione neuropsicologica per un corretto inquadramento diagnostico. La disgrafia dal punto di vista psicologico può associarsi a iperattività o a ritiro, e può avere ripercussioni sulla capacità di scrivere in corsivo, oltre che di disegnare. Una diagnosi precoce è fondamentale per impostare una riabilitazione attraverso la pittura terapeutica, la psicomotricità e le arti grafiche, è particolarmente indicata l’arteterapia.

Un secondo possibile segnale d’allarme è quando i disegni cominciano ad avere una prevalenza di colori scuri, di personaggi tetri o a cui mancano delle parti importanti del corpo. E’ necessario chiedere al bambino che cosa significhi, farlo fantasticare e associare su disegno in modo che diventi uno strumento per comprendere quello che sta gli accadendo che in questo modo, esprime qualche forma di disagio emotivo o qualche difficoltà o paura.

Un terzo segnale da non sottovalutare è quando i bambini smettono di disegnare, non riescono più a farlo o non vogliono farlo. Ciò può essere espressione di una inibizione, di un blocco, di una difficoltà. Potrebbe essere anche il primo manifestarsi di un disturbo depressivo di cui anche i bambini possono andare in contro.

In questi ultimi due casi, è importante chiedere una consultazione psicoanalitica infantile, la psicoanalisi dei bambini, infatti, utilizza oltre che la parola e il gioco, anche il disegno come mezzo per comprendere come sta il bambino, come “ausilio” per comunicare e anche, come uno degli strumenti tecnici del trattamento.

Quali consigli si sente di dare ai genitori, che rappresentano per i propri figli una guida costante?

  • Considerare sempre l’importanza del disegno tenendo presente l’età del proprio bambino. Invitarlo a disegnare partecipando attivamente, magari facendo un disegno proprio, ma senza entrare in competizione;
  • Sapere che il colore, il tratto grafico e la scelta dei materiali oltre che il contenuto manifesto dei disegni infantili, possono fornire preziose informazioni sulle idee, sui pensieri, sulla personalità e lo stato emotivo del bambino;
  • Attribuire un alto valore e importanza ai disegni dei propri figli, riconoscendo i benefici e le abilità che essi sviluppano attraverso questa forma peculiare di espressione artistica;
  • Indirizzarli fin da piccoli alla pittura, prediligendo se possibile, l’arteterapia e la pittura terapeutica con matite, gessetti, acquarelli;
  • Osservarli mentre disegnano, qualora si ravvedessero delle difficoltà, considerare la possibilità di una consultazione psicoanalitica per valutare se si tratti di una caratteristica specifica o se sia espressione di un disagio emotivo;
  • Dopo i sette anni, se le difficoltà persistessero e si facessero evidenti a scuola è opportuno considerare una valutazione neuropsicologica con tests specifici.

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