La condizione giovanile

 

La protesta parte da Torino con l’associazione universitari Run UniTo che lamenta vari punti della nuova riforma riguardante l’acquisizione dei 60 CFU che varranno per definire il docente abilitato nella classe di concorso per cui richiede il procedimento. Le criticità sono, pressappoco, riconducibili ai costi, alla logistica ma anche ad un vuoto normativo sulle modalità di attuazione. Queste le motivazioni dichiarate dall’associazione 

universitaria Run UniTo, della sezione locale di Primavera degli studenti, in merito al decreto che aumenta da 24 a 60 i CFU necessari per essere abilitati all’insegnamento.

“I costi per gli aspiranti insegnanti sono – commenta Sara Marovelli, di Run UniTo – saranno troppo alti e tutti a carico dei partecipanti. Si parla di almeno 2 mila euro ciascuno, che si aggiungono alle tasse universitarie e ai libri, che comunque vanno comprati. La prova finale sono altri 150 euro che se ne vanno.”

 

“In tutto questo – continua la studentessa – le ore di tirocinio non sono pagate e anche per questo chiederemo che siano retribuite o quanto meno che ci siano dei rimborsi.”

 

Chi inizia il percorso da 60 CFU deve versare 2 mila 500 euro; in tutti gli altri casi c’è uno “sconto” dei 500. Proprio per questi costi che si aggiungono al curriculim di studi ordinario, Primavera degli studenti ha parlato di “scuola di classe“.

Autore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.