L’Associazione Scuola Lavoro e Libertà si erge a voce critica contro l’avvio dei corsi abilitanti, evidenziando presunti squilibri nella politica educativa che minacciano la stabilità dei docenti. Nel comunicato stampa diffuso oggi, l’associazione esprime preoccupazione per la gestione dei corsi, sottolineando l’apparente disattenzione verso i docenti già abilitati o specializzati.

 

Gli esponenti dell’associazione accusano la politica di celebrare “vittorie di Pirro” nei tentativi di rendere praticamente accessibile l’abilitazione a tutti, sottraendo però stipendi a chi, con sacrifici, contribuisce alla formazione delle nuove generazioni. Si critica la mancanza di chiarezza sulla necessità di abilitarsi per docenti che insegnano da anni le stesse discipline.

La polemica si estende sul riconoscimento del merito dell’esperienza, denunciando la necessità di accumulare titoli per seguire le direttive del Ministero. Si evidenzia l’acquisizione di diritti lavorativi sanciti dalla legge italiana e dalla normativa europea.

Il comunicato accende i riflettori sulle presunte manovre propagandistiche in vista delle elezioni, sfruttando le aspettative dei giovani per ottenere consensi. Si criticano le bozze di tabelle titoli, che sembrano penalizzare i docenti navigati a favore dei neo-laureati. La questione dei 24 cfu, considerati meno per i precari storici rispetto ai neo-laureati, aggiunge ulteriori tensioni.

L’associazione pone l’attenzione sulla misera riserva di posti nei corsi abilitanti, accusando il sistema di relegare i docenti “usa e getta”. Si anticipa una decisa azione di protesta in cui verranno presentati dal vivo le richieste e il disappunto ai rappresentanti politici e ai responsabili del settore scuola.

Il comunicato si conclude con una riflessione sulla necessità di attivare il doppio canale di reclutamento permanente, affinché si possa giungere a un equilibrio generazionale e rendere giustizia ai precari storici.

L’attenzione è ora puntata sulla promessa di una “decisa azione di protesta” che porterà le richieste dell’Associazione Scuola Lavoro e Libertà direttamente alla porta dei decisori politici e dei responsabili del settore scuola.

 

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