Il personale ATA potrà cambiare scuola o profilo professionale nell’anno scolastico 2024/25, ma non usufruire della mobilità verticale prevista dal nuovo contratto. Ecco le scadenze e le modalità per presentare le domande.

 

Dal prossimo 8 marzo, il personale ATA potrà esprimere le proprie preferenze per la mobilità nell’anno scolastico 2024/25. Si tratta di una possibilità per cambiare istituto di assegnazione o profilo professionale, ma non di area, in base alle proprie esigenze personali o professionali.

La mobilità ATA riguarda il personale appartenente alle aree A (collaboratori scolastici), B (assistenti amministrativi e tecnici) e C (direttori dei servizi generali ed amministrativi). Le domande dovranno essere presentate entro il 25 marzo, utilizzando la classica piattaforma del Ministero dell’Istruzione, nella sezione dedicata alle Istanze on line con le credenziali SPID.

Le graduatorie saranno pubblicate il 27 maggio e saranno valide per l’assegnazione delle sedi vacanti o disponibili per l’anno scolastico 2024/25.

Il punteggio sarà calcolato in base ai criteri stabiliti dal CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) 2016-18, che tiene conto dell’anzianità di servizio, dei titoli di studio e di servizio, delle esigenze familiari e delle situazioni di disagio.

La mobilità verticale rimane in sospeso

La novità più attesa dal personale ATA, però, non sarà ancora attuata in questa tornata di mobilità. Si tratta della mobilità verticale, ovvero la possibilità di passare da un’area di inquadramento ad un’altra superiore, con un conseguente miglioramento della retribuzione e delle responsabilità.

La mobilità verticale è prevista dal nuovo CCNL 2019-21, che ha introdotto nuovi profili professionali ATA con maggiori competenze e autonomia. Tuttavia, per rendere operativa questa possibilità, sono necessari dei decreti attuativi che definiscano i requisiti, le modalità e i criteri di valutazione delle domande.

Come spiegano vari sindacati, le procedure per la mobilità verticale partiranno dal 1 maggio 2024 e gli effetti si avranno dal 1 settembre. Questo ritardo è dovuto alla mancanza dei decreti attuativi che dovranno essere emanati dal MIUR entro il 31 marzo, sopratutto c’è l’incognita delle risorse necessarie per garantire questa opportunità a tutti i lavoratori interessati.

La mobilità verticale sarà riservata al personale ATA che abbia maturato almeno tre anni di servizio effettivo nell’area di provenienza e che possieda i titoli di studio richiesti per l’area di destinazione.

Le domande saranno valutate da una commissione che terrà conto delle competenze acquisite, dei titoli e dei colloqui. I posti disponibili saranno assegnati in base al punteggio ottenuto.

In conclusione, la mobilità ATA 2024/25 offre al personale la possibilità di cambiare scuola o profilo, ma non di area, in attesa della mobilità verticale che dovrebbe essere attivata nei prossimi mesi. Si tratta di una misura importante per valorizzare le professionalità e le aspirazioni dei lavoratori della scuola, che svolgono un ruolo fondamentale per il funzionamento e la qualità del servizio educativo.

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