“Le Formichelle, un’altra prospettiva” con la candidata a Sindaco, Maria Citro, per un piccolo comune della Costiera Amalfitana, Minori.
Pedagogista, con anni di esperienza nel disagio sociale, attiva nel campo dell’emancipazione femminile e nelle politiche di genere nonché contro la violenza alle donne, dopo 14 anni di assessorato, alle politiche sociale, Citro decide di scendere in campo da sola creando un proprio gruppo politico.

Le Formichelle e l’8 marzo, un attivismo per l’emancipazione femminile che si radica nella scelta della denominazione della lista civica, ci illustri le motivazioni?

“Il nome “Le formichelle“ è proprio stato scelto in onore delle antiche trasportatrici di limoni, donne che portavano sulle spalle da Monte a Valle le sporte cariche di Limoni e proprio per omaggiare quel simbolo di identità legata al lavoro alla fatica alla laboriosità ci siamo sentite riportarle nel nostro gruppo con un simbolo, un logo, che vede una donna a spalle larghe che porta sulla testa una sporta ricca sicuramente di impegno e responsabilità ma anche di idee di opportunità e di nuove prospettive”.

La candidata a Sindaco per la città di Minori, Maria Citro, dichiara: “Si è creato sul territorio un gruppo di giovani e meno giovani entusiasti nel riaccendere il dibattito politico e che vogliono impegnarsi nel creare una rete di comunicazione per la partecipazione attiva nella propria comunità- Nel Comune si andrà alle urne alle prossime elezioni amministrative nel giugno 2024-
“Le Formichelle, un’altra prospettiva” al fine di elaborare un programma elettorale quanto più partecipato hanno organizzato specifici tavoli tematici per il coinvolgimento dei vari stakeholder locali, a partire dagli albergatori, alle associazioni, ai giovani, ai villaggi di Minori, affinché possa aprirsi una discussione con il pubblico e avere possibilità di apporre il proprio contributo per la stesura di un programma sociale che la candidata Citro vorrà sottoscrivere con l’elettorato al termine del tour pluritematico.

Quali i punti all’ordine del giorno?
“Sono 7 i tavoli e quindi gli incontri che avremo. Il primo, che già ha avuto luogo, ha riguardato il turismo e l’extralberghiero, quello di oggi, 25 febbraio, riguarderà il mondo dell’associazionismo, seguiranno gli incontri con i villaggi turistici, un incontro tematico sull’agricoltura e con i giovani”.

Cosa è emerso dal tavolo tematico riguardante le infrastrutture turistiche e ricettive?
“Sono venute fuori la necessità di ottimizzare l’accoglienza intervenendo su problematiche varie quali: la viabilità, la gestione dei rifiuti; si è parlato inoltre della possibilità di potenziare il trasporto pubblico interno per ovviare anche la quasi totale assenza di aree dedicate ai parcheggi di mezzi di trasporto privati ma anche di potenziare il sistema di informazione per il turista che sceglie la costiera come meta del proprio soggiorno vacanziero o anche per migliorare le visite occasionali, quindi un rete di informazione migliore ed efficiente”.

Previsioni dal tavolo tematico di oggi, quello riferito all’associazionismo, quali proposte usciranno?
“Mi aspetto la richiesta di un forum delle associazioni o di un osservatorio permanente”.

Il tavolo tematico dedicato ai giovani è il più atteso, quali aspettative prevede saranno oggetto delle richieste dei ragazzi che vi parteciperanno?
“Le politiche giovanili è un tasto dolente, occorre un attimo capire come si evolverà la discussione ai tavoli per esporre un’ottica di previsione autentica. Il nostro territorio è particolare per i giovani, non ci sono infrastrutture per le attrazioni giovanili tipo dei locali notturni o spazi dedicati alle attività ricreative come piscine o cinema, nonostante ciò mi aspetto che porteranno esigenze legate all’aspetto occupazionale e quindi all’esigenza di ampliare l’offerta lavorativa rispetto al dominio assoluto delle attività alberghiere. Quello dei giovani è un mondo complesso e da capire, quindi ciò che emergerà dai tavoli di lavoro avrà in sé molteplici variabili che non ci dà, ad oggi, la possibilità di prevederne l’andamento”.

La sua ottica di turismo?
“Quella di un turismo sostenibile dove il cittadino possa essere attore integrato e non solo subirlo. -In che modo? -In maniera equilibrata e soprattutto che possa godere la propria comunità come fosse lui stesso un turista, perché spesso avviene che chi subisce il turismo massivo non vive bene il proprio territorio acquisendo limitazioni varie per il proseguimento delle proprie attività quotidiane”.

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